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La denuncia del sindaco di Mariupol: «In migliaia deportati da qui in Russia, come fecero i nazisti»

Il primo cittadino: «È difficile immaginare che nel ventunesimo secolo le persone possano essere deportate con la forza in un altro Paese. Servono punizioni maggiori per tutti i crimini di guerra che i russi stanno commettendo»

Le forze russe hanno aumentato il controllo nella città portuale di Mariupol, in Ucraina, una delle città che ha subìto le peggiori sofferenze della guerra di Mosca. «Bambini, anziani stanno morendo, la città è distrutta ed è stata spazzata via dalla faccia della terra», ha dichiarato oggi il capo della polizia locale, Michail Vershnin. E Vadym Boychenko, sindaco di Mariupol, sempre nella giornata odierna ha pubblicato un comunicato su Telegram, in cui ha denunciato che i cittadini di Mariupol’, negli ultimi giorni,« sono stati deportati in remote città della Russia, deportati come fecero i nazisti durante la seconda guerra mondiale». «È noto che i residenti di Mariupol’ catturati sono stati portati nei campi di filtraggio, dove sono sottoposti al controllo da parte dei russi dei propri telefoni e dei documenti personali – ha proseguito il sindaco -. Dopo l’ispezione, alcuni residenti di Mariupol’ sono stati reindirizzati in città remote della Russia». Vadym Boychenko ha poi aggiunto: «Quello che gli occupanti russi stanno facendo oggi è noto alla generazione più anziana, che ha visto gli eventi orribili della Seconda guerra mondiale, quando i nazisti catturarono con la forza le persone. È difficile immaginare che nel ventunesimo secolo le persone possano essere deportate con la forza in un altro Paese». E il primo cittadino della città ha osservato che «non solo le truppe russe stanno distruggendo la nostra pacifica Mariupol, ma sono andate anche oltre e hanno iniziato a deportare i residenti di Mariupol’», sollecitando i Paesi a punire «più severamente la Russia per tutti i crimini di guerra che sta commettendo».


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