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Turchia, i velisti ucraini tentano di impedire allo yacht di Abramovich di attraccare a Bodrum – I video

L’imbarcazione si chiama Solaris ed è lunga circa 140 metri. Anche un altro yacht, sempre legato al miliardario, sarebbe in rotta verso la Turchia

Lo yacht da 140 metri Solaris, collegato al miliardario russo Roman Abramovich, è arrivato a Bodrum, in Turchia. Prima dell’attracco, alcune persone avrebbero provato a bloccarlo con un gommone. Come si vede in diversi video pubblicati sui social network, un gruppo di ragazzi ucraini – membri di un club di vela di Odessa – ha tentato di impedire che l’imbarcazione attraccasse al molo. Negli ultimi giorni sono diversi i mezzi di Abramovich che si sono diretti verso la Turchia. Il suo jet privato ha affrontato diverse volte questa tratta. Oltre a Solaris, Abramovich possiede anche un secondo yacht. Si chiama Eclipse, è lungo oltre 160 metri e in questo momento si trova vicino all’isola di Rodi. Anche Eclipse sarebbe diretto verso la Turchia. Alla base di questi movimenti ci sarebbero le sanzioni: mentre l’Unione europea e Stati Uniti hanno deciso da subito di aprire un fronte economico nell’opposizione alla Russia, la Turchia ha preferito una linea più morbida. Come documentato da Agi in questi giorni si stanno registrano diversi casi di cittadini russi che per fuggire dalla crisi economica aprono conti bancari in Turchia.


Nelle scorse settimane i portali che raccolgono i dati di navigazione delle barche e quelli che seguono il traffico aereo hanno avuto un’improvvisa crescita di interesse. È qui che migliaia di persone hanno cominciato a seguire le rotte di yacht e jet degli oligarchi russi, tanto che su Twitter fioriscono account che pubblicano aggiornamenti in automatico su ogni spostamento e soprattutto dei sequestri. Alex Finley, ex ufficiale della Cia ha parlato al Washington Post di uno Schadenfreude collettivo, quel sentimento che di gioia che si prova talvolta a guardare da lontano i guai altrui. Non sorprende quindi che le proprietà degli oligarchi più noti non possano spostarsi nemmeno di un porto prima che qualcuno le riconosca. Secondo gli account Twitter che hanno tracciato il suo percorso, Solaris ha costeggiato le acque di tutti i Paesi europei che hanno messo sanzioni sul suo patrimonio.


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