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Secondo la Tv di Stato russa le macerie di Mariupol sarebbero colpa dei «nazionalisti ucraini»

Il servizio addossa le colpe della devastazione ai nazionalisti ucraini

In un servizio andato in onda sulla tv di Stato russa vengono trasmesse le immagini di Mariupol, riprese dall’alto. La città, bersaglio primario dei bombardamenti russi sin dall’inizio dell’invasione, appare devastata dalle macerie. «Scene tristi ovviamente… i nazionalisti ucraini si ritirano cercando di non lasciare nulla di intentato», è il commento della conduttrice in studio nel programma di approfondimento russo: un ribaltamento della realtà che sposta le colpe della distruzione di Mariupol sui nazionalisti ucraini piuttosto che sulle forze armate di Mosca, che hanno preso di mira la città con attacchi ripetuti nelle ultime settimane, non solo ai danni degli obiettivi militari ma anche di quelli dove erano presenti civili. L’episodio sta facendo molto discutere sui social, da quando la giornalista Mary Ilyushina ha postato la clip per denunciare la propaganda del Cremlino.


Negli scorsi giorni 3 mila persone hanno abbandonato Mariupol, incluso il suo sindaco Vadim Boychenko. Secondo Human Rights Watch (Hrw), adesso la zona è «un gelido paesaggio infernale ricoperto di cadaveri e di edifici distrutti». Il leader ucraino Zelensky aveva fatto riferimento alla devastazione della città nel corso del suo intervento di martedì 22 marzo, affermando in videocollegamento alla camera: «In questo momento a Mariupol non c’è più nulla, immaginate la vostra Genova completamente bruciata. Siamo al limite della sopravvivenza».


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