Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Zelensky ai parlamentari italiani: «Siamo al limite. Immaginate Genova distrutta con Mariupol» – Il video

Il presidente ucraino è intervenuto in videocollegamento alla Camera. Standing ovation di deputati e senatori. Draghi: «Davanti all’inciviltà l’Italia non si gira dall’altra parte. Vogliamo l’Ucraina nell’Ue»

«Fate il possibile per garantire la pace. L’obiettivo dei russi adesso è l’Europa, influenzare le vostre vite e avere il controllo sulla vostra politica. L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, loro vogliono entrare in Europa. In questo momento a Mariupol non c’è più nulla, immaginate la vostra Genova completamente bruciata. Siamo al limite della sopravvivenza». Queste le parole del presidente ucraino Zelensky – accolto da una standing ovation – che oggi 22 marzo è intervenuto, in videocollegamento, alla Camera dei deputati, con un discorso durato 11 minuti. A deputati e senatori italiani, come già fatto in tanti altri parlamenti nel mondo, da Israele agli Usa, dal Canada al Regno Unito, Zelensky ha ribadito la necessità di avere più sanzioni (contro gli oligarchi russi), più pressioni, altrimenti la guerra non finirà. Alla Camera era presente anche il premier Mario Draghi oltre ai presidenti di Camera (Roberto Fico lo ha «ringraziato a nome del Parlamento» parlando poi di «ingiustificabile attacco» della Federazione russa) e Senato (Elisabetta Casellati ha detto che «la diplomazia è l’unica via d’uscita dal conflitto»).


Cosa ha detto il premier Mario Draghi

 ANSA/ TG1 | Il presidente del Consiglio Mario Draghi

«117 sono i bambini uccisi, e non è nemmeno il numero finale, migliaia sono i feriti, questo è il prezzo della guerra. I morti vengono seppelliti nelle fosse comuni, nei parchi», ha tuonato. E ancora: «Noi vi siamo stati vicini durante la pandemia, abbiamo inviato in Italia i nostri medici. Anche voi lo avete fatto per noi durante l’alluvione. Oggi in Italia ci sono più di 70 mila ucraini costretti a fuggire dalla guerra, ve ne siamo grati». Zelensky, tra l’altro, non ha mai citato direttamente Putin né eventi storici legati all’Italia. Ha poi spiegato che la guerra viene finanziata coi soldi del gas e del petrolio. Tradotto: un messaggio forte e chiaro al nostro Paese che è ancora dipendente dalla Russia (e non ne può fare a meno, al momento). Il premier Mario Draghi, invece, appena terminato il discorso di Zelensky, ha attaccato senza mezzi termini la Russia «arrogante» a fronte, invece, di una resistenza «eroica» degli ucraini.

«Abbiamo spalancato le porte delle nostre case con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. E continueremo a farlo. Davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte», ha detto. «Siamo pronti a fare ancora di più, a fornire anche aiuti militari per la resistenza ucraina. Abbiamo attivato corridoi umanitari per i minori orfani. Vogliamo aiutarli non solo a trovare casa ma anche lavoro. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Ue, voi avete il diritto di essere un Paese libero, sicuro e democratico. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo presentati uniti e abbiamo congelato 800 milioni di beni agli oligarchi – ha aggiunto -. Ora vogliamo superare la nostra dipendenza dalla Russia». Il discorso del presidente del Consiglio italiano è durato circa 9 minuti.

Le reazioni

«Credo che la telefonata tra il Santo Padre e Zelensky sia la chiave. L’uomo di governo che sta lavorando di più per la pace è il Santo Padre. Quando sento parlare di armi non sono mai felice. Chiedo che la diplomazia riprenda il suo spazio. Speriamo che questa giornata porti consiglio a tutti: le armi non sono la soluzione. Spero che le parole di Zelensky vengano raccolte da Mosca e dall’Occidente. Non vorrei che altri pensino alla risposta armata, altrimenti finisce che ci portiamo la guerra a casa». Queste le parole di Matteo Salvini (oggi in Aula), al termine dell’intervento del leader ucraino. Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia «quello del presidente Zelensky al Parlamento italiano è l’intervento di un leader europeo, che parla al cuore e ai valori della nostra comune civiltà»: «L’invasione dell’Ucraina configura un’aggressione all’Europa, alla democrazia e alla sovranità delle nazioni». «Siamo consapevoli che il nostro futuro e la nostra libertà dipendono anche dal coraggio del popolo ucraino di opporsi al neoimperialismo russo», ha concluso. «Sono due belle città, Mariupol e Genova e noi siamo assolutamente per la pace. Il fatto che abbia citato Genova significa che la conosce, potrebbe essere un’idea invitare il presidente ucraino a Genova, speriamo che finisca tutto presto e che possa venire qui», ha commentato Marco Bucci, sindaco di Genova.

Gli assenti (e i presenti) in Aula

Assente – come da programma – il gruppo di Alternativa (ovvero i fuoriusciti dal M5s) oltre a diversi deputati e senatori grillini ed ex grillini che hanno preferito non prendere parte all’intervento del leader ucraino. Pesa l’assenza – visto il ruolo ricoperto in Parlamento – del presidente M5s della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli: «Penso che per il M5S sia arrivato il momento di ritirare ministri e sottosegretari dal governo Draghi. Questo governo ha deciso di inviare armi all’Ucraina in guerra, rendendo di fatto l’Italia un paese co-belligerante», ha detto stamattina all’Agi. In Aula si segnala la presenza di alcuni parlamentari del M5s e del Pd con addosso un nastro rosso come segno di solidarietà nei confronti delle donne ucraine vittime di stupro. In Aula presenti Renzi, Salvini, Letta e Meloni.

Video di Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev

Leggi anche: