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Il falso documento del vaccino anti Covid-19 e il 5g. La bufala virale è circolata anche fuori dall’Italia

Da satira su Instagram e TikTok a bufala virale

Ci avete segnalato alcune condivisioni Facebook (per es. qui, qui e qui) di un filmato originariamente apparso su Twitter, dove viene mostrato il certificato di un uomo vaccinato con Pfizer, che sotto la dicitura «Codice AIC/MAH», reca un riferimento alla rete 5G. Il filmato circola anche su WhatsApp e TikTok.

Per chi ha fretta:

  • Il filmato mostra delle diciture che non prevedono alcun riferimento al 5G.
  • La clip originariamente nata come storia di Instagram, mostra evidenti segni di manipolazione.

Analisi

Il certificato vaccinale fa riferimento alla dose booster ricevuta il 28 gennaio 2022. La didascalia «Finalmente cielo dikono» in cima al filmato è un chiaro indizio che ci troviamo di fronte a una burla, ma al solito non tutti colgono l’ironia. Il riferimento al 5G appare, correlato con le tipiche tacche del WiFi, nella parte dedicata alla precedente seconda dose.

La parte del certificato vaccinale dove compare il riferimento al 5G.

Del caso si sono già occupati i colleghi di Facta (il grassetto è nostro):

Innanzitutto, il «codice AIC» è il codice identificativo dei medicinali ad uso umano, numero attribuito dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) quando autorizza l’immissione in commercio in Italia. Il codice AIC associato al vaccino Pfizer in Italia è 049269018, senza alcun riferimento al 5G. Del resto, il documento presentato nel video appare visibilmente manomesso, come testimonia il font (carattere di stampa) utilizzato per la parola «5G», diverso da quello utilizzato del resto del documento. Le tacche del segnale e la parola «5G» sono stati dunque apposti in un secondo momento utilizzando un software di fotoritocco.

Dal tipo di font utilizzato è plausibile che originariamente il filmato fosse stato realizzato come storia di Instagram, per poi venire automaticamente cancellato dalla Piattaforma dopo 24 ore.

La bufala ha superato i confini nazionali, tanto che se ne sono occupati anche i colleghi di Correctiv in Germania.

Conclusioni

Il filmato originalmente realizzato come satira su Instagram è stato ricaricato in tutti gli altri Social, finendo per perdere il contesto originale. Dai commenti vediamo che gli utenti si dividono, c’è chi capisce la burla e chi invece prende sul serio il contenuto, cosa che lo ha reso a tutti gli effetti una fonte di disinformazione.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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