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Al Bano all’attacco di Freccero: «Come si fa a negare la strage di Bucha? È drammatico ci sia gente così»

Il cantante di Cellino: «Sto ospitando alcuni profughi ucraini. Quando ho visto le macchie nere intorno agli occhi di un bambino di 7 anni sopravvissuto ai bombardamenti mi sono venuti i brividi»

Anche Albano Carrisi va all’attacco Carlo Freccero, all’indomani delle dichiarazioni dell’ex direttore di Rai 2 sulla strage di Bucha, alle porte di Kiev. «Come si fa a negare la verità? Mi auguro che non sia un modo per farsi notare. È drammatico che ci sia gente così. Rispetto tutti coloro che hanno idee diverse anche dalle mie – precisa Al Bano in un’intervista all’Adnkronos -. Ma come si fa a dire che la guerra è un film? Magari fosse un film!». Freccero, nelle scorse ore, aveva dichiarato che «quando ci si trova di fronte ad un episodio di tale ferocia ed efferatezza (come la strage di Bucha, ndr) scaturisce spontaneo il dubbio di trovarsi di fronte a una false flag. A chi gioverebbe infatti una una strage? Non certo ai russi», e sostenendo dunque che si tratti di un «falso». Dichiarazioni che hanno sollevato innumerevoli polemiche e critiche, tra cui quelle del cantautore di Cellino San Marco, che si è detto anche «stupito» dalla reazione del presidente russo Vladimir Putin. Secondo Al Bano l’unico modo per evitare la guerra era quello «usare le armi dell’intelligenza e della diplomazia, non si può arrivare alla terza guerra Mondiale».


Al Bano ha avuto da sempre buoni rapporti con la Russia, così come con tutto l’Est Europa che apprezza la sua musica da decenni, e si è esibito cinque volte per il presidente russo. Ma proprio per questi motivi, nel 2019, il cantante venne inserito nella black list dell’Ucraina. All’epoca venne definito «una minaccia per la sicurezza nazionale» ucraina. Sempre alla fine del 2019, però, Al Bano venne rimosso dalla lista nera di Kiev, dopo aver chiarito la sua posizione sulla Crimea. Al Bano, oggi, è tra quanti hanno deciso di accogliere i profughi ucraini arrivati in Italia. «Io ospito qui da me a Cellino una mamma Ucraina con il figlio e due alunni che lei seguiva – prosegue il cantante pugliese -. Sono tutti fuggiti dalla guerra e quando ho visto il bambino più piccolo, che ha solo 7 anni, e aveva sugli occhi due macchie nere perché era stato sotto una pioggia di bombe mi sono venuti i brividi».


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