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Gestazione per altri, la rottura di Elio Vito: «Carfagna molto rigida sul tema. Forza Italia insegue la Lega» – L’intervista

Il deputato commenta la proposta di legge avanzata da Giorgia Meloni assieme alla ministra Mara Carfagna

Si è schierato contro la scelta del partito quando si trattava di discutere di ddl Zan e riconoscimento delle pratiche omofobiche. Ora, però, con la gestazione per altri la questione si fa più spinosa perché a firmare la proposta di legge che vieta la pratica non solo in Italia ma anche all’estero, sanzionando chi vi accede, è anche una ministra e leader del suo stesso partito, Forza Italia. Ciò nonostante, il deputato Elio Vito si dice convintissimo di voler mandare avanti la sua battaglia: «Forza Italia sapeva chi ero quando ho aderito, come io conoscevo loro. Non abbiamo mai avuto problemi se non in questa legislatura, quando è risultato evidente che il partito ha scelto di inseguire la Lega su alcune tematiche».


Lei ha commentato con un tweet molto duro il primo sì al divieto di accedere alle pratiche della gestazione per altri, sia in Italia sia all’estero, avvenuto ieri 21 aprile in commissione. La proposta di legge è avanzata da Giorgia Meloni assieme alla ministra di Forza Italia Mara Carfagna.


«È da un po’ che Forza Italia ha perso smalto sul tema dei diritti, tra i quali includo anche quello alla genitorialità. È un tema su cui si fa molta confusione e disinformazione anche sulle pratiche legali all’estero».

Ad esempio?

«La guerra ha fatto tornare in ballo la vicenda delle madri che hanno fatto la gestazione per altri a favore di coppie italiane. Ecco, la legislazione ucraina è una legislazione molto severa che permette di svolgere questa pratica solo a coppie eterosessuali sposate, con il 50% almeno di legame genetico per uno dei due genitori, e con una certificazione medica che accerti che la coppia non può procreare. Non c’entra nulla il movimento Lgbtq+, né le coppie non sposate: le legislazioni sono diverse nel mondo. Innanzi tutto non va chiamato utero in affitto, perché sottintende un concetto spregevole per la donna in se».

È un modo crudo, ma è anche vero che molte persone si rendono disponibili per questa pratica anche per motivi economici…

«Vi è sicuramente un riconoscimento per le spese che la donna deve sostenere, poi le regole cambiano di Paese in Paese. In Italia ho sottoscritto una proposta di legge, a prima firma Guia Termini, in cui si parla di maternità altruistica e solidale dove viene precisato che è una pratica altruistica e solidale a titolo gratuito. Se fosse adottata questa regolamentazione per le coppie italiane non ci sarebbe bisogno di andare all’estero».

Il divieto di corrispondere denaro è difficile da far applicare, ammetterà. Magari una donazione…

«Ovviamente le donazioni non possono essere vietate. Ma non mi pare che ci si arricchisca. Questa pratica è diffusa ormai in vari Paesi del mondo».

Torniamo al voto di ieri in commissione…

«Dopo il voto sono stato invaso di messaggi di elettori di Forza Italia sconcertati, dopo il voto sul ddl Zan è la prova di una deriva che stiamo prendendo. L’aspirazione a voler vietare una pratica legale all’estero è incostituzionale, alcuni dei Paesi che riconoscono queste pratiche tra l’altro sono Paesi europei. Perché solo i nostri cittadini non possono ricorrervi? È incostituzionale e anche ingiusto per le nostre coppie. È davvero intollerabile».

Cosa sta succedendo a Forza Italia? Non era un partito a vocazione liberale?

«È una deriva che Forza Italia ha preso, per la verità non dei militanti o degli elettori, ma dei gruppi dirigenti che sono diventati più sordi alle esigenze della società e all’avanzamento dei diritti. Perché lo fanno? Per me è molto semplice, perché anche su questi temi vanno dietro alla Lega e a Fratelli d’Italia e perché si avverte moltissimo un’influenza delle gerarchie cattoliche. Questa rinuncia all’identità liberale è però quella che ci ha portato all’8% e ci mette in contraddizione con la nostra vocazione europeista. Su questi temi dei diritti civili il Partito popolare europeo è guidato dalla von der Leyen che ha fatto una battaglia sui diritti Lgbtq+. E invece quando si è trattato di votare Forza Italia si è astenuta. Il partito è ambiguo, non ho difficoltà a dirlo».

La ministra Carfagna è stata paladina su alcune battaglie dei diritti…

«Su questo tema, però, ha una posizione molto rigida e l’ha dichiarata dall’inizio della legislatura».

C’è una corrente femminista contraria alla gestazione per altri.

«È vero. Ma io ricordo che il movimento femminista storicamente ha sempre combattuto al fianco del movimento Lgbtq+. Il movimento transessuale storicamente è stato sempre sostenuto dalle femministe, anche quando fu scritta la prima legge sulla transessualità, oggi superata. Questa attuale contrapposizione mi pare una moda attuale. E ricordo che ci sono anche femministe che dicono il contrario: l’utero è mio e lo gestisco io, a dire che se vogliono fare la gestazione per altri sono libere di farlo».

Zan ha detto che ripresenterà il suo testo, dopo i sei mesi di blocco della legge. Forza Italia cosa farà?

«Io il testo l’ho votato così come era alla Camera. C’erano già state delle mediazioni, se ne possono fare altre purché non si tolga il tema dell’identità di genere altrimenti si torna ad una normativa discriminatoria. Ed è importante che i crimini di odio siano trattati tutti insieme, all’interno della legge Mancino. L’odio per l’orientamento sessuale deve essere equiparato all’odio razziale. Anche sull’articolo 7 che istituisce la giornata contro le discriminazioni Lgbtq+ secondo me è importante che resti il principio che le scuole parlino di quella giornata. È importante perché la fase di formazione dell’identità sessuale è proprio quella dell’età scolare».

Tornando alla gestazione per altri, dopo il voto in commissione cosa succede?

«Dopo il primo voto ci sarà un termine per presentare gli emendamenti, di certo la legge arriverà in aula perché è in quota opposizione. Io mi batterò perché non passi».

Ma votare contro una legge che ha tra i primi firmatari un ministro del suo stesso partito non rappresenta un problema?

«E avrò un problema in più, che posso dire. Ma questa è la mia storia che devo fare. Togliermi anche la possibilità di esprimere le mie opinioni sarebbe troppo, sarebbe rinunciare alle ragioni per le quali sono in politica. Ma devo dire? Prima di questa legislatura non ho mai avuto problemi, è ora che è partito questo inseguimento alla Lega…».

So che non può parlare per altri, ma ritiene che il suo sarà un no individuale?

«Quando abbiamo votato la legge Zan non ero solo e non ero solo sul fine vita. Sicuramente non sono tra gli elettori. Comunque sul tema dei diritti ci sono anche battaglie che Forza Italia ha sposato con convinzione. Ad esempio ha detto sì allo Ius Scholae».

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