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Epatite nei bambini, i pediatri italiani: «Attivata rete di sorveglianza nazionale»

A farlo sapere è il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Antonio D’Avino dopo l’incontro avuto con il ministro della Salute Roberto Speranza. «Stato di massima attenzione»

«Abbiamo attivato un’immediata rete di sorveglianza sul territorio nazionale per i casi di epatite che si dovessero verificare». A farlo sapere è la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) che ora si impegna per garantire una maggiore sicurezza sul monitoraggio delle segnalazioni. Dopo l’incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente di Fimp Antonio D’Avino ha informato sull’iniziativa che la pediatria italiana metterà a punto per intervenire sul campo e «rispondere alla richiesta del ministro di rafforzare l’impegno nell’attività vaccinale». Il riferimento è anche al Covid-19: «Potenziare le vaccinazioni, anche anti Covid, in questo momento è fondamentale alla luce della ripresa dell’epidemia in alcune aree della Cina, costrette al lockdown». Secondo quanto riportato dal presidente, le indicazioni della Federazione verranno inviate al Ministero in giornata «affinché si attivi uno stato di massima attenzione sul rischio di malattia».


Iss: «Adenovirus causa improbabile»

A pronunciarsi sulla delicata questione è anche l’Istituto superiore di sanità ribadendo che al momento non ci sono elementi che suggeriscano una connessione tra la malattia e la vaccinazione contro Sars-Cov-2. «Anzi diverse considerazioni potrebbero escluderla», aggiungono gli esperti dell’Iss. E continuano: «Nella quasi totalità dei casi in cui si è a conoscenza degli status i bambini colpiti non erano stati vaccinati». Secondo gli scienziati è anche improbabile l’ipotesi di un adenovirus come causa dell’infiammazione. «L’adenovirus non è normalmente associato a malattie epatiche», spiega l’Iss. «In ogni caso l’adenovirus contenuto nei vaccini a vettore virale anti Covid utilizzati in alcuni Paesi (come Astrazeneca e Janssen) è geneticamente modificato in modo da non replicare nelle cellule del nostro organismo». Allo stato delle conoscenze attuali quindi per gli scienziati non sembrano «biologicamente possibili fenomeni di ricombinazione tra adenovirus circolanti e ceppo vaccinale».


Ecdc: «190 casi in tutto il mondo. Le indagini continuano»

Intanto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie fornisce il dato aggiornato sul totale delle segnalazioni di epatite acuta arrivate finora. «Ad oggi sono stati segnalati circa 190 casi di epatite grave nei bambini in 12 Paesi del mondo. Stiamo indagando insieme alle autorità nazionali e all’Organizzazione mondiale della Sanità» ha fatto sapere il presidente Andrea Ammon. E ha aggiunto: «Sono inclusi 40 casi nell’Unione europea /Spazio economico europeo».

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