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In Spagna e Portogallo tetto al prezzo del gas per ridurre le bollette. Di Maio insiste: «Si faccia in tutta l’Ue»

Spagna e Portogallo hanno ottenuto il via libera dall’UE, ma l’Italia non rispetta le stesse condizioni e non sembrano esserci progressi

I primi a imporre un tetto al prezzo massimo del gas con il via libera dell’Ue sono stati Spagna e Portogallo. Ma per Luigi Di Maio questa strada dovrebbe essere percorsa dall’intera Unione con «un tetto massimo europeo al prezzo del gas, per tutelare famiglie e imprese contro speculazioni che non permetteremo». Oggi, Spagna e Portogallo hanno ottenuto il via libera dall’Ue per fissare il prezzo massimo del gas a meno della metà di quello attuale, il che dovrebbe tradursi in uno sconto in bolletta del 40%. Da settimane in Europa discute della possibilità di porre un tetto al prezzo del gas, ma la richiesta di Mario Draghi ha finora incontrato le resistenze dei Paesi del Nord Europa, che temono ripercussioni dalla Russia, ancora il maggior fornitore dell’Unione.


Il piano sul gas di Spagna e Portogallo

Spagna e Portogallo hanno avuto oggi il via libera all’istituzione di un prezzo massimo per 12 mesi dalla vicepresidente della Commissione UE Margrethe Vestager. Il tetto verrà inizialmente fissato a 40 euro al megawattora, contro i 90 fatti registrare oggi al mercato di Amsterdam, e si stabilizzerà a 50 euro al megawattora nel corso dell’anno. Madrid e Lisbona hanno ottenuto la concessione in virtù della particolare condizione della penisola Iberica: un’alta percentuale di energia prodotta tramite le fonti rinnovabili, limitate interconnessioni energetiche non il resto della rete continentale, e ben sette rigassificatori di Gnl. Caratteristiche che permettono già oggi ai due Paesi di essere meno dipendente dalle forniture di Mosca rispetto agli altri Paesi Ue.


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