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No! Zelensky non ha detto di poter rinunciare alla Crimea in cambio della pace con la Russia

La stampa italiana (incluso Open) ha interpretato le parole del presidente come una disponibilità a cedere la Crimea alla Russia in cambio di un armistizio, ma Zelensky nell’intervista non ha mai toccato le questione

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha parlato in un’intervista al think tank politico Chatham House. Nell’intervento, lungo oltre un’ora, Zelensky ha ribadito l’importanza di mantenere l’integrità dei confini dell’Ucraina. Le sue parole sono state riportate nella stampa, e in vari casi sono state interpretate come un’apertura alla cessione della Crimea alla Russia in cambio di un armistizio. Il leader di Kiev, però, nell’intervista non fa allusioni di questo tipo.

Per chi ha fretta:

  • Zelensky ha detto che l’Ucraina è ancora disposta a parlare di pace con Mosca, ma alla condizione minima che questa ritiri le truppe dai territori conquistati dal 23 febbraio in avanti.
  • Il presidente ucraino non menziona la Crimea nell’intervista in questione in relazione ai negoziati.

Analisi

Nei giorni scorsi era circolata la notizia – riportata anche da Open – che Kiev sarebbe disposta a rinunciare alla Crimea al fine di raggiungere un accordo con la Russia per un armistizio. Queste le parole riportate nell’articolo: «Le parole di Zelensky lasciano intendere la disponibilità dell’Ucraina a rinunciare alla Crimea, territorio annesso nel 2014 da parte del Cremlino». L’ipotesi era stata riportata anche dal Fatto Quotidiano, che ha parlato di «un’apertura importantissima», citando le parole del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Al momento, la fonte più datata che riporta l’interpretazione erronea delle parole di Zelensky è questo flash del bollettino Ansa.

L’Ansa ha successivamente ripreso la notizia (titolando “Zelensky apre alla pace con la rinuncia alla Crimea“), inserendo anche un video in cui la voce fuoricampo commenta uno spezzone dell’intervista di Zelensky ribadendo l’interpretazione in esame. Anche La Stampa e Rai News hanno riportato la presunta apertura, sebbene questa sarebbe stata «lasciata intendere» dal leader di Kiev, e non dichiarata esplicitamente.

Altri titoli che riprendono l’interpretazione delle parole del presidente ucraino

In seguito a questa notizia, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dichiarato, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, che «i membri della Nato non accetteranno mai l’annessione illegale della Crimea alla Russia: ci siamo inoltre sempre opposti al controllo russo su parti del Donbass nell’Ucraina orientale».

Di fatto, però, Zelensky non ha mai parlato di Crimea nell’intervista, né ha lasciato intendere che questa possa essere una pedina di scambio per l’armistizio, contrariamente a quanto titolato anche da Open: «Ucraina, Zelensky: “Per la pace con la Russia potremmo rinunciare alla Crimea”». Il leader di Kiev ha semplicemente dettato le condizioni per «potere iniziare a parlare di pace».

La trascrizione dell’intervista:

Di seguito la trascrizione delle parole del presidente ucraino, in risposta alla domanda postagli al minuto 55 e 53 secondi della video intervista.

Il giornalista chiede a Zelensky:

What is the minimum that you – Ukrainian people – but you the president on their behalf could accept in a peace deal with Russia? Could you accept a return to where things were on February 23rd?

Domanda alla quale il presidente ucraino risponde:

First of all, I would like us to understand that I was elected by the people of Ukraine, as president of Ukraine – not as president of a “mini-Ukraine” of some kind – and this is a very important point. And I would like us to realize we need some arrangements in terms of talks to stop the killing, so we can use diplomatic channels to regain our territories… the minimum I would accept. I think the minimal step before we stop the war is that… The minimum is for us to start talking – well, using this notion of normality if it fits the situation – but to the block the diplomatic form of our relations [qui, quanto detto dall’interprete non è chiarissimo, mentre Zelensky pare cercare le parole giuste per esprimersi, ndr], to stop the war between Russia and Ukraine the step should be regaining the situation as of the 23rd of February, you are right. They have to fall back, and go beyond the contact lines and they should withdraw the troops of course, and in that situation we’ll be able to start discussing things normally.

Conclusioni

È bene ribadirlo, queste parole non aprono a una cessione della Crimea alla Russia. Quanto viene detto è che l’Ucraina si siederà a parlare di pace con la Russia, solo se quest’ultima ritirerà le truppe dai territori conquistati dopo il 23 febbraio, ma Zelensky non spiega quali condizioni verrebbero portate a una trattiva di pace, dovesse questa verificarsi in seguito a alle richieste dell’Ucraina. Le richieste, inoltre, sono una condizione «minima» espressa da Kiev, che non ne preclude altre.

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