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Le ultime battaglie di Elon Musk. Prima critica Standard&Poor’s e poi annuncia: «Ora voterò repubblicano»

L’uomo più ricco del mondo ha attaccato l’agenzia di rating per aver escluso la sua Tesla dalla classifica delle migliori società per l’ambiente, l’impegno sociale e la governance

Sembrano i tempi più social di Donald Trump. Per ogni tweet un titolo di giornale, per ogni commento la possibilità di spostare interessi, anche solo un’emoji basta per far risalire o abbassare il valore di un pacchetto di azioni in Borsa. Da quando ha annunciato di voler acquistare Twitter, il potere di comunicazione di Elon Musk è esploso. E il fatto che l’affare sia ancora lontano dal chiudersi definitivamente ha costretto investitori e analisti a tenere ancora ben fissi gli occhi di lui. L’ultima battaglia combattuta a colpi di tweet da Musk riguarda Standard&Poor’s, l’agenzia che definisce (tra le altre cose) il rating di tutte le economie nazionali. Nello specifico Musk ha criticato Standard&Poor’s per non avere inserito Tesla nella lista delle migliori società al mondo per l’ambiente, l’impegno sociale e la governance. «Exxon è stata classificata decima e Tesla non c’è l’ha fatta. Tesla è l’azienda che per l’ambiente fa più di qualsiasi altra compagnia. Standard and Poor’s ha perso la sua integrità», ha scritto Musk.


L’azienda a cui si riferisce il miliardario nei suoi tweet si chiama Exxon Mobil Corporation ed è una delle più grandi compagnie petrolifere degli Stati Uniti. Nel mercato europeo opera con il marchio Esso. Nel 2018 aveva un fatturato da 279,2 miliardi di dollari. Musk ha aggiunto anche una previsione per il futuro: «Nei prossimi mesi aumenteranno drasticamente gli attacchi politici contro di me». In un tweet successivo il miliardario ha criticato anche il Partito Democratico: «In passato ho votato per i democratici perchè erano (prevalentemente) il partito della gentilezza. Ma ora sono diventati il partito delle divisioni e dell’odio, quindi non posso piu’ sostenerli e voterò repubblicano».


Lo stato delle trattative con Twitter

Al momento l’acquisizione da 43 miliardi di dollari per Twitter non è ancora stata conclusa. A differenza della fase iniziale della trattativa, l’azienda ora è ben disposta ad accettare l’offerta. Prima di formalizzare l’acquisizione di Twitter, Musk ha chiesto di verificare che la percentuale degli account bot sia solo del 5 per cento, come dichiarato dal social network. Nelle scorse ore sempre Musk aveva commentato un articolo di Newsweek in cui si citava di una ricerca secondo cui la metà dei follower di Joe Biden su Twitter sarebbero stati finti. Una dato che il miliardario aveva commentato così: «Quindi questo vorrebbe dire che gli account finti sono 10 volte quel 5 per cento dichiarato».

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