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Iss, Palamara: «Con Omicron rischio reinfezioni più alto di 18 volte». Contagi in calo anche tra gli under 19 – Il monitoraggio Iss

La direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss: «In Italia prevalenza assoluta della variante Omicron. Le sottovarianti BA.4 e BA.5 non devono innescare preoccupazioni, ma le monitoriamo»

L’indice di contagio Rt diminuisce a 0,89 rispetto allo 0,96 della scorsa settimana, mentre l’incidenza scende a 375 casi ogni 100 mila abitanti rispetto ai 458 di sette giorni fa. Questi i dati salienti del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sulla pandemia di Coronavirus in Italia. La professoressa Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss, commentando i dati ha dichiarato: «Questa settimana vediamo un netto decremento della curva epidemica in Italia, con il numero di casi in diminuzione in tutte le regioni senza eccezioni, così come nella maggior parte dei Paesi europei. I casi sono in diminuzione anche nella fascia di età 10-19 anni, che era stata quella in cui si era registrato il maggior numero di contagi nelle settimane precedenti». Ad aumentare sono però i casi di reinfezione che, come spiegato dalla dottoressa Palamara, «anche se fortunatamente non associati malattia grave, hanno superato il 6% delle infezioni totali: si stima che il rischio di reinfezione con la variante Omicron sia aumentato di 18 volte».


La diffusione della variante Omicron e delle sottovarianti

Si conferma dunque una prevalenza assoluta della variante Omicron, con le due sottovarianti BA.4 e BA.5, riscontrate recentemente in Sudafrica, che si stanno diffondendo in diversi Paesi europei. «In Italia la sottovariante BA.2 supera nettamente il 90% in molte regioni – ha sottolineato la professoressa Palamara -, mentre la sottovariante BA.5 è leggermente prevalente sulla BA.4». La diffusione delle due sottovarianti però «non deve innescare motivi di preoccupazione», ha aggiunto la direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss. Malgrado ciò, l’Istituto Superiore di Sanità le continua a monitorare «perché contengono alcune mutazioni che potrebbero dare una immunoevasione».


La situazione negli ospedali

Quanto alla situazione negli ospedali si registra un calo anche sul fronte del tasso di occupazione delle terapie intensive al 3,1% rispetto al 3,4% del 12 maggio. Nel dettaglio, dal 27 aprile al 10 maggio l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,89 (range 0,84-0,97), in diminuzione rispetto alla settimana precedente. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 10,9% rispetto al 12,6% della scorsa settimana. Con questi numeri, fa sapere l’Iss, nessuna regione è classificata a rischio alto. Una regione è classificata a rischio moderato a causa di molteplici allerte di resilienza; tutte le restanti regioni sono classificate a rischio basso secondo il Dm del 30 aprile 2020. Nove regioni riportano almeno una singola allerta di resilienza. Una regione riporta molteplici allerte di resilienza.

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