Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Attacchi hacker russi, Gabrielli: «Prepariamoci a un’escalation». Il Copasir: «È la guerra ibrida di Mosca»

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ex capo della Polizia, avverte: «Abbiamo già perso troppo tempo»

Franco Gabrielli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza, ha commentato gli attacchi eseguiti dal gruppo di hacker filorussi Killnet a danno di alcuni siti istituzionali italiani nella serata di ieri, 20 maggio. Per Gabrielli, ex capo della Polizia, quelli visti finora sono attacchi comuni, ma le cose potrebbero andare peggio. «Se creiamo un clima di disfattismo con un attacco Ddos (un tipo di attacco molto comune che genera un disservizio agli utenti ma non intacca l’infrastruttura tecnologica del sito, ndr), comincio a preoccuparmi quando gli attacchi saranno più significativi. E non è escluso che avverrà», ha detto in un’intervista a Rai Radio1. No al panico, ma sì ad alzare il livello di allerta: «Dobbiamo aspettarci un’escalation. Ma dobbiamo prepararci. La differenza non la fa solo l’attaccante ma anche la capacità dell’attaccato. Abbiamo perso tempo, i livelli e gli standard non sono così performanti, così come non siamo all’anno zero».  


Il commento del Copasir

Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Copasir, Adolfo Urso che, ai microfoni di RaiNews24 ha parlato di una guerra ibrida compiuta da Mosca: «Sappiamo che la Russia è il Paese più attrezzato per la guerra cibernetica e questa è una delle linee con cui agisce la guerra ibrida». «Mosca ha scatenato una guerra con metodi terrificanti. Ed è evidente che gli attacchi informatici che si ripetono e si intensificano sono da collegare all’attenzione internazionale che deriva dall’aggressione della Russia in Ucraina», ha aggiunto Urso, specificando che comunque possiamo contare su un buon sistema di protezione: «Gli attacchi ai siti della Pa e istituzionali sono stati anche in buona parte respinti, abbiamo un significativo sistema di allerta».  


Leggi anche: