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Vaiolo delle scimmie, in Europa «rischio diffusione bassa». Il report dell’Ecdc: 67 casi confermati in 8 Paesi Ue

A seguito della prima valutazione dell’Ecdc, la commissaria dell’Ue alla Salute discuterà domani della situazione del vaiolo delle scimmie

In Europa salgono a 67 i casi confermati di vaiolo delle scimmie registrati in 8 Stati membri. I paesi coinvolti sono Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Lo riferisce il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) in una valutazione sui rischi legati al Monkey pox, il cosiddetto vaiolo delle scimmie, che prende in considerazione il periodo che va dal 15 al 23 maggio 2022. Al momento, la direttrice dell’Ecdc ha rassicurato sulla probabilità di diffusione riferendo che è «molto bassa», ma si alza in caso di «stretti contatti, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner». A seguito del report, la commissaria dell’Unione Europea alla salute Stella Kyriakides discuterà domani della situazione sul vaiolo delle scimmie. A questo proposito ha riferito: «Le nostre autorità di risposta e preparazione alle emergenze sanitarie, Hera, Ecdc ed Ema stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate».


Le raccomandazioni agli Stati

L’Ecdc raccomanda agli Stati di concentrarsi sulla tempestiva identificazione, gestione, segnalazione e tracciamento dei contatti dei nuovi casi. Su quest’ultimo punto riferisce che i Paesi dovrebbero aggiornare i sistemi di tracciamento, ma anche la capacità diagnostica per i virus legati al vaiolo. L’Ecdc sottolinea anche l’importanza di rivedere la disponibilità dei vaccini contro il vaiolo, così come gli antivirali e i dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari. Il Centro europeo ha consigliato anche una collaborazione intersettoriale tra autorità sanitarie pubbliche umane e quelle veterinarie affinché si possa prevenire il passaggio del virus alla fauna selvatica e si possano gestire gli animali domestici esposti. Questo perché – spiega la valutazione dell’Ecdc – nel momento in cui il virus si trasmette da uomo ad animale e si diffonde tra quest’ultima allora la malattia rischia di diventare endemica in Europa.


Le raccomandazioni a contagiati e contatti stretti

L’Ecdc raccomanda l’isolamento alle persone che hanno contratto il virus del vaiolo delle scimmie «fino alla caduta delle croste e in particolare di evitare contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici». Per quanto riguarda le persone che hanno avuto un contatto stretto con un contagiato dal vaiolo delle scimmie l’Agenzia segnala di auto-monitorarsi la comparsa dei sintomi per 21 giorni dall’ultimo contatto.

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