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Nel Donbass un processo stile Norimberga, l’indiscrezione del Guardian da funzionari russi: così Mosca vuol processare il battaglione Azov

Il piano emerso dalle fonti raccolte dal quotidiano britannico è di avviare un processo con un forte impatto mediatico e che porti alla sbarra i presunti colpevoli di quella che Mosca chiama da sempre la «nazificazione dell’Ucraina»

«Preparati a un Norimberga 2.0» avrebbe scritto un ex diplomatico russo in un messaggio su Whatsapp citato dal Guardian. Al quotidiano britannico, funzionari russi e filorussi avrebbero confermato le intenzioni dei delegati di Mosca nel Donbass su cosa fare dei prigionieri militari fatti finora. L’idea sarebbe quella di avviare un processo spettacolare, sulla falsariga di quello che nel 1946 giudicò i vertici della Germania nazista: secondo gli osservatori, rappresenterebbe uno spettacolare «processo-farsa» inteso a giustificare l’invasione della Russia nel mondo, da subito raccontata da Mosca come «processo di de-nazificazione» dell’Ucraina. A finire alla sbarra sarebbero principalmente le centinaia di ucraini arresi all’Azovstal di Mariupol, soprattutto i miliziani nazionalisti del Battaglione Azov, ora prigionieri dei russi.


Un tribunale internazionale a Donetsk

Denis Pushilin, il leader di un territorio controllato dalla Russia nella regione di Donetsk, avrebbe affermato: «Stiamo progettando di organizzare un tribunale internazionale sul territorio della repubblica». Ha aggiunto che un tale progetto potrebbe ispirarsi a quanto avvenuto a Kharkiv nel 1943, quando l’esercito sovietico processò e condannò tre tedeschi e un ucraino, giustiziandoli per impiccagione. Non è chiaro, secondo quanto riporta il Guardian, se il Cremlino abbia intenzione di muoversi con la stessa crudeltà. Quel che sembra confermato, tuttavia, è che al momento l’ipotesi di un tribunale nell’Ucraina orientale convince sia alcuni membri del Ministero degli Esteri russo che della Duma. Il capo della Crimea annessa ha dichiarato che servirebbe da «lezione per tutti coloro che hanno dimenticato le lezioni di Norimberga».


Una «distorsione orwelliana» della storia

Secondo Francine Hirsch, professoressa di storia all’Università del Wisconsin-Madison e autrice di Soviet Judgment at Nuremberg: A New History of the International Military Tribunal after World War II, lo scopo della proposta è quello di «presentare una narrazione sulla guerra che supporti l’argomento della denazificazione che Putin ha avanzato», utile a sostenere le affermazioni del leader russo secondo cui «l’Ucraina è guidata dai nazisti e ci sono legami diretti tra i collaboratori ucraini durante la seconda guerra mondiale e i soldati ucraini di oggi». Un’interpretazione alternativa degli eventi che va di pari passo all’istituzione di indagini internazionali sui crimini di guerra russi in Ucraina: «Stanno cercando di creare un contrappeso a causa di tutti i discorsi della corte penale internazionale e dei procedimenti giudiziari ucraini» per i crimini di guerra, ha affermato Philippe Sands, professore di diritto all’University College di Londra e autore di East West Street: On the Origins of Genocide and Crimes against Humanity, che sostiene la creazione di un tribunale penale straordinario per processare il «crimine di aggressione» commesso dai russi. Hirsch ha ricordato come il processo di Norimberga sia rimasto fortemente impresso nella cultura russa, diventando parte dell’ «educazione patriottica» nazionale: «È una narrazione in cui i sovietici sono gli eroi e le vittime, ma non i responsabili di alcun tipo di crimine».

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