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Vaiolo delle scimmie: Mosca punta il dito su USA e Nigeria, i complottisti ignorano cosa accade in Russia

Il mondo dei complottisti è pieno di collegamenti forzati tra un evento eccezionale con gli Stati Uniti, Bill Gates e altro ancora, ma ignorano quanto accade in Russia

Il Ministero della Difesa russo esorta l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di indagare dei «laboratori biologici americani presenti in Nigeria». Il motivo? A causa dell’attuale diffusione del vaiolo delle scimmie che, secondo quanto sostenuto da Mosca, potrebbe aver avuto origine proprio nel Paese africano. La richiesta arriva da Igor Kirillov, capo della Russian Radiation, Chemical and Biological Protection Force, basandosi sul fatto che gli Stati Uniti non hanno mai abbassato la guardia contro il patogeno, istruendo anche gli ucraini nella gestione delle emergenze di fronte ad eventuali focolai. La prevenzione, in questo caso, viene vista come una sorta di prova a sostegno di una teoria del complotto, ma questa potrebbe essere usata anche contro la Russia.

A Open Fact-checking abbiamo trattato diverse teorie del complotto sull’argomento. Il video di una tiktoker, diventato virale, sosteneva che il vaiolo delle scimmie fosse appena comparso così come improvvisamente sarebbero comparsi i vaccini (e parliamo qui). Un’altra teoria è quella che collega in maniera antiscientifica i vaccini anti Covid di AstraZeneca con la malattia. Non potevano mancare i collegamenti con Bill Gates e quelli dove si nega l’esistenza della malattia. Il punto in comune? Ci sono gli americani, l’occidente, Big Pharma e il solito Gates, ma la Russia?

I collegamenti con il vaiolo (smallpox)

Secondo quanto riportato da Interfax, i russi sostengono che l’interesse del Pentagono per il vaiolo sarebbe tutt’altro che casuale e che il ritorno del patogeno sarà una catastrofe per tutta l’umanità. Per confermarlo, ricordano che nel 2003 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti avrebbe sviluppato un programma di vaccinazione contro il vaiolo per tutto il personale militare. Sembrano dimenticati gli eventi del 2001, quando si parlava delle scorte di vaccino contro il vaiolo di fronte a una eventuale minaccia bioterroristica. Dopo l’11 settembre, lo stato d’allerta divenne particolarmente alto e nel dicembre del 2002 l’allora Presidente Bush dichiarò di aver dato ordine di vaccinare i militari e il personale americano che operano nelle aree del mondo ritenute ad alto rischio. Anche la Russia ha continuato le vaccinazioni – una volta interrotte quelle di massa nel 1980 – nei confronti di persone ritenute a rischio di contrarre il vaiolo, un fatto riportato anche da RIA in un articolo del 20 maggio 2022 che il Ministero della Difesa dovrebbe conoscere.

Se oggi troviamo dei virus del vaiolo conservati nei laboratori lo dobbiamo al duo Russia e Stati Uniti che nel 1999 si opposero contro la risoluzione dell’OMS di distruggere i campioni. Ecco perché i teorici del complotto dovrebbero ricordarsi che il virus del vaiolo non si trova soltanto nei laboratori occidentali, ma anche in quelli russi. Nel settembre del 2019 ci fu uno scandalo legato al laboratorio del Centro di ricerca statale di virologia e biotecnologia “Vector” di Koltsovo (Novosibirsk, nell’area siberiana della Federazione russa), dove l’esplosione di una bombola a gas aveva causato un incendio nella struttura, scatenando i timori della fuoriuscita di patogeni, incluso quello del vaiolo, contenuti al suo interno dall’epoca dei programmi di ricerca sulla guerra batteriologica del periodo sovietico.

I collegamenti con il vaiolo delle scimmie (monkeypox)

Il Ministero della Difesa russo punta il dito sugli americani e la Nigeria, come se i due eventi fossero strettamente collegati, sostenendo che si tratti di episodi derivanti da violazioni nella sicurezza e conservazione dei campioni all’interno dei laboratori. Ricordiamo che non stiamo parlando di vaiolo (smallpox), ma del vaiolo delle scimmie (monkeypox) che già circola in natura.

Partiamo da un fatto: non c’è bisogno di una scimmia per diffondere la malattia. Nel 2003, un negoziante di animali esotici del Texas importò dei roditori provenienti dal Ghana, i quali causarono 71 casi di vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti. Il virus è presente nei Paesi dell’Africa centrale e occidentale, dove gli ospiti naturali risultano essere scimmie, scoiattoli, ratti giganti del Gambia e ghiri.

Come riporta il sito dell’OMS, i focolai sono ben noti in 11 Paesi africani dal 1970: Benin, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo, Sierra Leone e Sud Sudan. Tornando alla sola Nigeria, dal 2017 sono stati registrati oltre 200 casi confermati di vaiolo delle scimmie. Nel 2021 vennero registrati tre casi all’interno di una famiglia in Galles e uno negli Stati Uniti. Due gli elementi comuni: sia l’americano che il “paziente zero” dei residenti nel Regno Unito avevano effettuato un viaggio in Nigeria, mentre in entrambi i casi venne utilizzato un farmaco antivaiolo chiamato Tecovirimat.

Il gioco complottista

Veniamo al dunque. La Russia punta il dito sugli americani, evidenziando come questi controllerebbero dei laboratori in Nigeria, facendo passare come dubbiose le vaccinazioni militari contro il vaiolo (smallpox) nei primi anni 2000 negli Stati Uniti e insinuando che l’interesse del Pentagono sia tutt’altro che casuale. In tutta questa storia vengono letteralmente mescolati i due tipi di vaiolo, quello umano (smallpox) e quello delle scimmie (monkeypox), un gioco che potrebbe essere fatto per poter accusare anche la Russia.

I complottisti che oggi puntano il dito sugli Stati Uniti e Bill Gates ignorano ancora una volta la Russia, nonostante gli elementi per costruirci una teoria non mancano. Secondo un articolo della testata russa Izvestia del 28 aprile 2021, il centro di ricerca statale di virologia e biotecnologia russo “Vector” annuncia l’eventuale registrazione di un nuovo vaccino contro il vaiolo una volta conclusi gli studi clinici presso le loro strutture. Stiamo parlando della Russia, ma se si fosse trattato di un centro di ricerca occidentale la dietrologia complottista sarebbe scattata senza alcun problema.

Citando il direttore del centro di ricerca Rinat Maksyutov, l’articolo riporta che i casi di infezione umana sono aumentati nel corso degli ultimi anni, sia per il vaiolo che per quello delle scimmie, pertanto risulta normale il fatto che l’ente russo abbia deciso di proseguire quella ricerca che fin dagli anni 90 non ha voluto fermare insieme agli Stati Uniti opponendosi alla distruzione dei campioni. Entrambi i Paesi hanno continuato gli studi e, visti gli incidenti riscontrati anche dalle strutture “Vector”, potrebbero essere sospettati di qualunque cosa dalle aree complottiste che oggi il Ministero della Difesa russo vorrebbe sfruttare.

Gli stessi russi, ancora una volta attraverso i comunicati del centro statale “Vector”, confermano che il vaccino contro il vaiolo risulta efficace contro quello delle scimmie. I complottisti No Vax sono convinti che l’attuale diffusione sia legata a un tentativo di convincerli a vaccinarsi, anche se contro un’altra malattia, basando la propria teoria su quanto viene comunicato nel mondo occidentale ignorando la Russia dove gli esperti dell’Università statale di Tyumen ritengono opportuna una vaccinazione di massa. Per loro nessun collegamento con Bill Gates o il Great Reset?

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