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Vaiolo, le teorie sul farmaco del 2018 per una malattia eradicata nel 1979

Perché abbiamo un farmaco contro il vaiolo se è stato eradicato 40 anni fa? La risposta non è un complotto

Ci segnalano un video virale su Facebook, di tale Debora del Francia, riguardante il farmaco contro il vaiolo tecovirimat (efficace anche per il Monkeypox virus). Debora si chiede come mai esista un farmaco approvato nel 2018 se la malattia è stata eradicata nel 1979. A contorno di ciò fornisce i risultati di una sua ricerca, dove saltano fuori suggestioni e teorie del complotto da noi già precedentemente trattate, come ad esempio le ennesime “profezie” di Bill Gates e la possibilità che il vaiolo delle scimmie sia un’arma biologica. Per approfondire potete leggere due precedenti analisi del progetto Open Fact-checking (qui e qui).

Per chi ha fretta:

  • Il farmaco tecovirimat è stato approvato molto dopo l’eradicamento del Vaiolo umano perché risponde più ampiamente al genere Orthopoxvirus, gruppo di virus di cui fa parte anche Monkeypox.
  • Le affermazioni del Ceo di Pfizer Albert Bourla non riguardano un vaccino della sua azienda, bensì un futuro medicinale dotato di sensore per il rilascio di sostanze per il trattamento di malattie psichiatriche.
  • Bill Gates non ha previsto i focolai attuali di Vaiolo delle scimmie.
  • La simulazione di cui parlano i complottisti riguarda un Monkeypox ingegnerizzato in modo da diffondersi per essere pandemico.
  • Sono state svolte tante altre simulazioni pandemiche mai avveratesi e per questo non suscitano ansia, per es. con Ebola, Mers, l’Aviaria e l’influenza A.

Analisi

Il filmato mette tanta carne al fuoco, ma giusto per farci un’idea dei toni complottisti del filmato, prendiamo a titolo di esempio la parte relativa a un articolo di Byoblu, dove si cita l’intervento di Albert Bourla al World Economic Forum di Davos del 2018, dove il CEO di Pfizer parla di un «chip biologico ch’è all’interno di una pillola». Cosa c’entri questo episodio col vaiolo delle scimmie è forse il vero mistero. Ad ogni modo, questa narrazione è stata già smontata dai colleghi di FactCheck.org, quando cominciava a circolare negli spazi Web americani. Lo stesso hanno fatto Reuters e Politifact.

Si tratta forse di uno degli elementi originali da cui si evolve la narrazione dei vaccini a base di grafene, concepiti per controllare le nostre menti, di cui abbiamo trattato in diversi articoli, per es. qui e qui. L’intervento di Bourla «si riferisce a un farmaco che non è stato sviluppato da Pfizer ed è pensato per un insieme specifico di pazienti – continua FactCheck.org -, quelli con determinate malattie mentali». Parliamo del Aripiprazole (Abilify). Si tratta di un trattamento (non di un vaccino) costituito da una pillola che l’Fda ha autorizzato per trattare la schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione. Il chip è un sensore che controlla come il principio attivo viene rilasciato.

Un’arma biologica?

Prima di arrivare al tecovirimat ripassiamo un attimo quanto già analizzato su Bill Gates e la simulazione pandemica che avrebbe finanziato, riguardante proprio un Monkeypox virus ingegnerizzato. Come già spiegato dai colleghi di Facta, Gates e la Fondazione fondata assieme alla moglie Melinda non c’entrano niente con l’esercitazione in oggetto.

La simulazione a cui si fa riferimento negli ambienti No vax era basata su un Monkeypox ingegnerizzato appositamente per divenire pandemico. Del resto si tratta di una zoonosi emergente nota dal 2004. La minaccia biologica ha poca consistenza considerando il virus naturale, come risulta a noi oggi; infatti si diffonde con difficoltà. Noi ci facciamo impressionare dalle simulazioni che si sono “avverate”, tralasciando le altre, come quelle su Ebola, H2N2, H7N9, Lassa, eccetera, che si sono svolte in passato.

Perché abbiamo già un farmaco?

Veniamo ora al farmaco. Secondo quanto riporta Debora, il tecovirimat è stato approvato dall’Aifa il 25 maggio 2022, mostra quindi una schermata del sito dell’Agenzia dove si legge l’incipit della determina che autorizza il medicinale per uso umano, già approvato nel 2018 dall’Fda. Quindi per approfondire legge la relativa pagina italiana di Wikipedia.

AIFA | Determina 25 marzo 2022 del medicinale per uso umano Tecovirimat.

Quindi, se il vaiolo umano è stato eradicato nel 1980, come mai abbiamo un farmaco approvato in tempi recenti? Debora non se n’è accorta, ma la risposta a questa domanda l’ha letta lei stessa, ma presa da suggestioni cospirazioniste innescate dai termini «minaccia biologica» e dal nome di Bill Gates, trascura questo particolare: «il tecovirimat è un farmaco antivirale impiegato nel trattamento delle infezioni da orthopoxvirus». Il testo parla anche di «infezioni da virus del vaiolo […] vaiolo delle scimmie e vaiolo bovino».

Ma come, non stavamo parlando di Monkeypox virus? Col termine Orthopoxvirus si intende un insieme di virus a DNA appartenenti alla famiglia dei Poxviridae. Questa raccoglie assieme per affinità genetica il Variola virus responsabile del Vaiolo umano e quello delle scimmie. Il farmaco tecovirimat risponde con efficacia alle infezioni causate dagli Orthopoxvirus in generale, tutto qui. Un discorso analogo lo possiamo fare anche per il vaccino, che risulta altrettanto efficace nel prevenire l’infezione.

Aggiornamento

In data 7 giugno 2022 riscontriamo un contenuto simile generato da un estratto di un intervento televisivo. Nel video vengono poste le stesse considerazioni sul farmaco e la malattia eradicata nel 1979 spiegate in questo nostro articolo.

Conclusioni

Debora del Francia compie un’attività nota come cherry picking raccogliendo ogni elemento che superficialmente rafforzi un’immagine complottista dell’emergere del Vaiolo delle scimmie, trascurando del tutto i contesti a cui appartengono le sue fonti. Il Monkeypox virus così come si presenta oggi non corrisponde a un’arma biologica, né presenta gli elementi per trasformarsi in una nuova pandemia. Ogni riferimento da precedenti interventi di Bourla e Gates è meramente pretestuoso e non costituisce prova di una cospirazione volta a farci assumere chip per il controllo mentale o chissà cos’altro.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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