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Niente Eurovision in Ucraina, la protesta del ministro di Kiev: «Esclusi senza dirci nulla: possiamo ancora ospitare il festival»

Secondo l’organizzazione della manifestazione, l’Ucraina non è in grado «di soddisfare le garanzie di operatività e sicurezza per ospitare la gara». Ma il ministro della Cultura del governo di Kiev insiste perché la prossima edizione si tenga nel suo Paese

«Abbiamo onestamente vinto l’Eurovision e perciò chiediamo che le trattative per svolgere la prossima edizione in Ucraina siano riaperte». Così il ministro della Cultura e dell’Informazione ucraino risponde alla dichiarazione dell’Unione europea di radiodiffusione (Ebu) che, poche ore fa, con una nota diffusa aveva ritenuto il paese di Zelensky «non in grado di soddisfare le garanzie di operatività e sicurezza richieste da un’emittente per ospitare l’Eurovision Song Contest». Il ministro Oleksandr Tkačenko ha chiaramente definito l’Ucraina «in totale disaccordo con una decisione del genere», soprattutto perché «il Paese è stato messo di fronte al fatto compiuto senza poter discutere della possibilità di altre opzioni».


La risposta di Tkačenko su Facebook continua: «Crediamo di avere tutte le ragioni per ulteriori negoziati al fine di trovare una soluzione comune che soddisfi tutte le parti. Abbiamo onestamente vinto l’Eurovision 2022 e finora abbiamo soddisfatto tutte le condizioni entro le scadenze indicate, fornito risposte e garanzie sugli standard di sicurezza ed eventuali sedi per il concorso». Il ministro della Cultura ribadisce poi la valenza simbolica di un evento internazionale in Ucraina in questo preciso momento storico: «L’Eurovision 2023 in Ucraina è un segnale potente al mondo intero che ci sostiene. Chiederemo di modificare la decisione e ulteriori negoziati: siamo convinti di riuscire a rispettare tutti gli impegni assunti e ripetutamente sottolineati dall’Ebu».


Il giorno dopo della vittoria della Kalush Orchestra sul palco di Torino, era stato lo stesso presidente ucraino Zelensky a parlare della successiva edizione: ««L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà l’Eurovision, per la terza volta nella sua storia. E, credo, non per l’ultima. Faremo tutto il possibile affinché possa essere Mariupol la città ospitante». La stessa città, devastata dall’invasione russa, per cui gli artisti ucraini avevano chiesto «liberazione» durante l’esecuzione del brano vincitore Stefania.

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