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Eurovision, l’appello della Kalush Orchestra: «Salvate Mariupol, salvate l’Azovstal!» – Il video

Standing ovation per la band ucraina da parte del pubblico presente al PalaOlimpico di Torino

«Per favore salvate Mariupol’, salvate l’Azovstal, ora!». È l’appello lanciato dalla Kalush Orchestra dopo l’esibizione sulle note di Stefania, il brano scritto dal frontman del gruppo rap-folk che quest’anno rappresenta l’Ucraina all’Eurovision Song Contest. Il testo di Oleh Psiuk, dedicato alla madre, ormai è diventato suo malgrado un inno che rappresenta tutte le mamme ucraine in attesa del ritorno dei figli dal conflitto scatenato dalla Russia. Dopo l’esibizione, l’intero pubblico del PalaOlimpico di Torino si è alzato in piedi per una standing ovation. In precedenza il presidente ucraino Zelensky ha invitato un messaggio a tutta l’Europa per votare per la band ucraina, con la speranza che Kiev possa ospitare la prossima edizione dell’Eurofestival. A guerra finita, finalmente.


«Appello di natura umanitaria e non politica»: l’Ucraina non rischia la squalifica

Quanto alla possibile eliminazione dell’Ucraina per una presunta violazione del regolamento dell’Eurovision, che prevede che sul palco non possano essere fatti riferimenti a politica, religione o tematiche contrarie allo spirito del concorso, la Kalush Orchestra non rischia di essere squalificata. L’appello pronunciato al termine della performance, infatti, è da considerarsi «di natura umanitaria e non politica, in questo caso», come spiegato su Twitter da Gerardo Fortuna, giornalista di Euractive, che menziona fonti vicine agli organizzatori dell’Eurofestival.


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