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Tagli al gas russo, il Cremlino: «Nessun doppio gioco. Solo un problema di manutenzione»

Mosca ribadisce che è pronta a rispettare i suoi impegni con l’Europa per la fornitura di gas

Nessuna agenda nascosta dietro la riduzione delle forniture di gas che attraversano il Nord Stream. O almeno, questa è la versione ufficiale del Cremlino. La Russia continua a ribadire che i tagli al gas russo non fanno parte di alcun piano provocatorio o «doppio gioco», ma sono da ricondurre esclusivamente a problemi di manutenzione tecnica. A dichiararlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass. «Le nostre controparti tedesche sono ben consapevoli di tutti i cicli tecnologici di manutenzione del gasdotto, lo sanno bene. Funziona correttamente e perfettamente da molti anni. È strano trascinare la politica in ogni cosa», ha detto, precisando che Mosca «rispetta rigorosamente i suoi impegni di fornitura di risorse energetiche all’Europa».


Già il 20 giugno, Peskov, citato da Ria, aveva addossato la colpa della crisi del gas all’Unione Europea, «che si rifiuta di restituire le turbine» mandate in riparazione: «Da un punto di vista tecnologico, l’infrastruttura meccanica di questo gasdotto (Nord Stream, ndr) soffre a causa delle sanzioni imposte dall’Unione europea. Le capacità di pompaggio, in particolare le turbine, devono essere sottoposte a una profonda revisione. Alcune turbine non possono essere restituite. Gli europei non le riportano al loro posto. Questo è il motivo per cui non c’è niente da pompare». La Russia, aveva aggiunto Peskov, «rimane il fornitore più affidabile. Ha gas sufficiente ed è pronta a inviarlo».


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