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Muore in moto a 17 anni, i compagni di classe sosterranno l’esame di maturità al suo posto: «Nicolò sarà con noi»

L’idea degli studenti dell’Ipsia “Lombardi” di Vercelli è stata accolta da preside e docenti. All’esame del 2 luglio saranno presenti anche i genitori del ragazzo scomparso

A spezzare la vita di Nicolò Sabarino, 17 anni, è stato un incidente in moto. Oggi a tenere più vivo che mai il suo ricordo ci sono i compagni di scuola: tra pochi giorni i suoi amici di sempre sosterranno l’esame di maturità anche per lui. Lo scorso settembre a Strona, nel Biellese, il 17enne morì a pochi giorni dall’inizio del suo ultimo anno di scuola. A novembre avrebbe compiuto i tanto attesi 18 anni e dopo pochi mesi avrebbe raggiunto il traguardo della maturità insieme ai suoi amici. Da lì come per ogni giovane l’inizio di un nuovo percorso.


È per i desideri e i sogni che Nicolò non potrà più realizzare che i compagni di classe della Quinta Mmmt, indirizzo Meccanici dell’Ipsia “Lombardi” di Vercelli, hanno deciso il prossimo 2 luglio di sostenere non solo il loro esame ma anche quello del loro amico. Quando tutte le interrogazioni saranno terminate, un compagno di Nicolò si siederà davanti alla commissione per la seconda volta e sosterrà un colloquio per ricordare il 17enne scomparso. Tutto avverrà alla presenza dei genitori del ragazzo che potranno così simbolicamente assistere alla maturità del loro figlio.


«Uno di noi siederà davanti la commissione per Nicolò»

«Ci piacerebbe che la famiglia potesse avere un documento, anche se privo di valore legale, redatto dalla commissione d’esame, che in qualche modo lo ricordi e dica che verosimilmente, se fosse stato con noi, avrebbe sostenuto l’esame di Stato così come speriamo di sostenerlo noi», spiegano i compagni di classe di Nicolò a la Repubblica. Un’idea condivisa che i ragazzi hanno presentato ai professori ancora prima che venissero scelte le date per i loro colloqui: «Sappiamo che le incognite sul futuro esame sono ancora tante, ma questo è stato un anno complicato per tutti sotto molti aspetti, e ci sembra che prenderci cura di questo aspetto umano sia importante, anche e soprattutto nei confronti della famiglia di Nicolò che ha instaurato un dialogo con molti di noi», hanno spiegato ai loro docenti. La proposta è stata subito accolta dalla dirigente dell’istituto e da tutti gli insegnanti. «La maturità avrebbe dovuto avere un compito in più da correggere e un’interrogazione in più», ha commentato la professoressa di lettere Valentina Petri.

«La mancanza di Nicolò è stata una presenza costante per tutto l’anno che sarebbe dovuto ripartire nella normalità. Apprezziamo la sensibilità dei nostri ragazzi». Per l’intero anno scolastico il cartellone con la scritta «Non ci sono addii per noi, ovunque tu sia» ha occupato il banco vuoto di Nicolò Sabarino, insieme a foto, biglietti, regali e dediche portate ogni giorno per lui dai suoi amici. «Abbiamo partecipato alle esequie con lo stendardo dell’Istituto per far sentire alla famiglia la nostra presenza», hanno scritto settimane fa i compagni alla dirigente scolastica Cinzia Ferrara, «ci piacerebbe, se fosse possibile, portare simbolicamente Nicolò all’esame di maturità, insieme con noi».

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