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Suicidio assistito, nuova denuncia contro l’Asur delle Marche: la battaglia di «Antonio» per avere almeno una risposta

Il tribunale di Ancona aveva ordinato all’Azienda sanitaria unica regionale di procedere con la verifica delle condizioni del paziente e con la decisione su farmaco e modalità di autosomministrazione

«Antonio», 44 anni, paziente marchigiano tetraplegico da otto anni, ha presentato una nuova denuncia verso la Asur (Azienda sanitaria unica regionale) delle Marche, assistito dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni. Antonio, infatti, a 20 mesi dalla sua richiesta di accesso al suicidio assistito e a tre mesi dalla conclusione di tutte le visite mediche previste, è ancora in attesa di una risposta da parte dell’azienda sanitaria regionale, che deve ancora stabilire il farmaco e le modalità di autosomministrazione. Antonio, come prima di lui «Mario», si era già rivolto al tribunale di Ancona lo scorso anno per vedere riconosciuto il suo diritto al suicidio assistito, legalizzato dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato/Dj Fabo. E i primi di febbraio 2022 il tribunale aveva ordinato all’Azienda sanitaria marchigiana di procedere alla verifica delle condizioni del malato, già effettuate e concluse, a detta dell’Associazione Coscioni, il 4 aprile 2022. Da qui l’ulteriore sollecito.


La decisione del tribunale

«La nuova azione legale arriva a seguito della diffida ad adempiere indirizzata all’Asur Marche lo scorso 6 maggio, a cui l’Azienda sanitaria non ha fatto seguito», ha dichiarato l’Associazione Coscioni. «Dall’invio della richiesta di suicidio assistito (2 ottobre 2020) ad oggi, Antonio ha presentato due diffide e due denunce verso l’Azienda sanitaria delle Marche, oltre ad una lettera di messa in mora e diffida ad adempiere al ministro della Salute Roberto Speranza e alla ministra della Giustizia Marta Cartabia. Ha ottenuto un’ordinanza del tribunale di Fermo nell’ambito del procedimento d’urgenza instaurato contro l’Asur».


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