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Violenza domestica, la Cedu condanna l’Italia per la terza volta in un anno: «Non ha agito con prontezza»

La sentenza arriva a meno di un mese da quella per il caso De Giorgi e a tre da quella per il caso Landi

La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato l’Italia per la terza volta in un anno per non aver fatto quanto doveva per proteggere una donna dalla violenza del marito. A provocare l’ennesimo pugno duro dei giudici di Strasburgo è stato il caso di una donna italiana verso la quale, si legge nella sentenza, «le autorità non hanno agito con la prontezza e diligenza richiesta in casi di questo genere». Pertanto, alla donna è stato riconosciuto un indennizzo per danni morali di 10 mila euro. Nella sentenza si critica, tra le altre cose, il fatto che diversi dei processi per reati commessi contro di lei si siano conclusi con la prescrizione.


Il caso di Silvia De Giorgi

Prima di questo caso, la Corte europea dei diritti umani aveva condannato l’Italia «per il trattamento inumano e degradante» subito da Silvia De Giorgi, padovana e madre di tre figli, per anni vittima di violenze da parte dell’ex marito, da cui si era separata nel 2013. Tra il 2015 e il 2019, la donna l’aveva denunciato sette volte per averla minacciata di morte, colpita con un casco, averle messo telecamere in casa, averla perseguitata, seguita e molestata, per non aver pagato gli alimenti e aver maltrattato i tre figli. I giudici di Strasburgo hanno condannato l’inazione dei magistrati  che avrebbero dovuto tutelare a la donna e a giugno hanno stabilito che l’Italia dovrà versarle 10 mila euro per danni morali.


Il caso Landi vs Italia

Il 7 aprile 2022, infine, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata nel caso Landi contro Italia (no. 10929/19), condannando il nostro Paese per la violazione dell’art. 2 Cedu (diritto alla vita). Il caso riguardava l’inerzia delle autorità italiane nel proteggere una donna, la signora Landi, e i suoi figli dalle violenze e i maltrattamenti inflitti ripetutamente dal compagno, N.P. Le crudeltà commesse dall’uomo avevano condotto all’omicidio del figlio di un anno e al tentato omicidio di lei.

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