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I sindacati dopo l’incontro con Draghi: «Apertura sulle nostre proposte, ma nessun numero. Ci rivedremo a fine luglio». Basterà ai Cinque stelle? – Il video

Il premier, accompagnato da quattro ministri, ha aperto alle richieste di Cgil, Cisl e Uil, promettendo un nuovo intervento anche sui salari

Il segnale che attendevano i sindacati, e con loro il Movimento cinque stelle, per il momento non è arrivato. All’atteso incontro tra il premier Mario Draghi e le confederazioni Cgil, Cisl e Uil, durato circa un’ora e mezza, si è discusso di molti temi cari alle rappresentanze dei lavoratori, si è parlato anche del salario minimo e di reddito di cittadinanza, come chiede soprattutto il MoVimento, ma senza nessun numero sul tavolo. Per ora, sintetizza Maurizio Landini: «Se dovessi dire ad un mio iscritto “ma cos’hai ottenuto?” Un altro incontro, che è una cosa buona rispetto al passato, ma non abbiamo certezze». «Draghi – è ancora Landini a parlare – ci ha detto che il nuovo decreto anti crisi sarà varato entro luglio e che ci riconvocheranno prima del Consiglio dei ministri. Probabilmente il 25, 26 o il 27».


Durante l’incontro, presenti Andrea Orlando, Renato Brunetta, Stefano Patuanelli e Giancarlo Giorgetti, dice il segretario della Cgil, «Draghi ci ha detto che ci rinconvocherà, poi se non ci sarà l’incontro ci spiegheranno il perché». L’impegno del governo c’è, dice il segretario della Cisl Luigi Sbarra, perché ci sarebbe la promessa di «misure legislative per salvaguardare e tutelare i salari, le pensioni e il reddito delle famiglie», valutando anche lo «scostamento di bilancio».


A questo punto molto si capirà, anche a proposito delle tensioni con il Movimento cinque stelle, nella conferenza stampa che il premier ha convocato per oggi pomeriggio dalle 16.30. Lì, assieme ai ministri competenti, dovrebbe spiegare cosa si intende fare in tema di reddito, pensioni e cuneo fiscale. I pentastellati aspettano le sue parole per valutare le prossime mosse.

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