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Covid, 4 regioni a rischio alto. Scende l’indice Rt, aumenta l’occupazione delle terapie intensive – Il monitoraggio Iss

In aumento anche il tasso di occupazione negli ospedali, Le regioni in difficoltà

I casi di contagio da Coronavirus, rilevati con l’attività di tracciamento dei contatti, risultano stabili rispetto alla settimana precedente. La percentuale resta all’11%. Quella dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi è invece in lieve aumento (40,5% contro 39%). A diminuire leggermente è quella dei contagi rilevati con l’attività di screening che scende al 48% rispetto al 50% della settimana scorsa. In aumento è il tasso di occupazione negli ospedali, sia nei reparti di rianimazione che in quelli ordinari. Scende l’indice Rt medio. È quanto viene riferito nei dati del monitoraggio settimanale sulla pandemia dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute.


Il rischio di contagio

Sul fronte del pericolosità a causa dei contagi, il monitoraggio del’Iss segnala che a rischio basso ci sono tre regioni/province autonome. A rischio moderato sono in 14, di cui 5 con alta probabilità di peggiorare. Sono invece 4 le regioni a rischio alto, che però mostrano segni di raffreddamento. 12 regioni hanno almeno un allerta di resilienza e 4 ne riportano molteplici. Manca una regione all’appello che non ha raggiunto la soglia minima di qualità dei dati dati per poter fare delle statistiche.


La situazione negli ospedali

Continuano a riempirsi le terapie intensive, così come i reparti ordinari degli ospedali italiani, a causa del Coronavirus. Il tasso di occupazione nei reparti di rianimazione è salito al 4,1%, oggi 21 luglio, contro il 3,9% del 14 luglio. La Calabria è attualmente l’unica regione che si avvicina alla soglia critica del 10% di occupazione nelle terapie intensive. Nelle aree mediche invece il tasso sale al 17,1% di oggi, in aumento rispetto al 15,8% della scorsa settimana. Sopra la soglia del 15% si trovano le seguenti regioni:

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Campania,
  • Emilia Romagna,
  • Friuli Venezia Giulia,
  • Lazio,
  • Liguria,
  • Marche,
  • provincia di Bolzano,
  • provincia di Trento,
  • Puglia,
  • Sicilia,
  • Toscana,
  • Umbria,
  • Valle d’Aosta.

Quelle con la percentuale più alta sono Umbria con il 42,4%, Basilicata con il 30,1% e Valle d’Aosta al 31,3%.

L’indice Rt in diminuzione

Positivi i dati sul fronte dell’indice di contagio Rt che, nonostante resti ancora sopra la soglia epidemica, è sceso nel periodo tra il 29 giugno e il 12 luglio 2022. Rispetto alla settimana scorsa in cui l’Rt medio era di 1,34, ad oggi risulta in diminuzione all’1,23. A livello nazionale l’incidenza settimanale da 1.158 casi ogni 100mila abitanti cala a 977 ogni 100mila. L’Abruzzo ha un’incidenza dei casi Covid a 1421,3 ogni 100mila abitanti, seguito dall’Umbria con 1257,6 in lieve calo rispetto alla scorsa settimana. Anche il Veneto è oltre i mille con 1167,9 casi ogni 100mila. A ridursi è anche l’indice di trasmissibilità, calcolato sulla base dei casi con ricovero ospedaliero: 1 di Rt (0,98-1,02) del12/07/2022 contro l’1,15 (1,12-1,17) del 05/07/2022.

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