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Italia più vicina all’autonomia dal gas di Mosca, Cingolani: «Taglio di Gazprom non ci tocca: per noi riduzione solo del 7% nel piano Ue»

«Entro l’inizio dell’inverno saremo quasi indipendenti dalle forniture russe – ha ribadito il ministro alla Transizione ecologica italiano – ed entro l’anno prossimo la situazione sarà piuttosto sicura»

Secondo il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani sarà «abbastanza marginale» per l’Italia la riduzione dei flussi di metano dal gasdotto Nord Stream annunciato da Gazprom. «A livello internazionale il taglio è molto pesante, per certi Paesi molto più che per altri. Nel nostro caso, nelle ultime settimane importavamo meno di 30 milioni di metri cubi al giorno russi e se ci hanno tagliato il 30%, di fatto erano 10 milioni di meno. Ogni giorno solo di storage facciamo 90-100 milioni, quindi le riduzioni sono su una parte ormai marginale e, grazie alla diversificazione, sempre meno pesante».


La riduzione in deroga

L’Italia dovrebbe «risparmiare circa il 7% rispetto alla media ponderata annuale degli ultimi cinque anni». Questo è quanto prevederebbe l’intesa raggiunta tra i ministri europei sul piano comunitario d’emergenza per il gas. «Quando abbiamo fatto il piano di differenziazione del gas spostando i 30 miliardi di metri cubi russi su altri fornitori abbiamo già previsto un risparmio che è uguale o superiore a questo numero. Le nostre azioni sono già compatibili con il piano, per cui ci riteniamo soddisfatti», ha chiarito Cingolani.


L’accordo europeo iniziale

Nella sua fase iniziale il negoziato europeo prevedeva di fissare al 15% il tetto di risparmio uguale per tutti i Paesi dell’Unione. Poi si era passati a valutare le condizioni di ognuno, il target d’esportazioni, l’energy mix a disposizione e il livello d’interconnessione con gli altri Stati. E si era scelto di diversificare i range di risparmio dei singoli Stati.

La situazione italiana

Per l’Italia, ha spiegato il ministro, «un punto importante è capire quanto sia interconnessa con gli altri», ma a livello europeo la misura decisa a Bruxelles «è corretta perché tutti dobbiamo risparmiare. Ora bisognerà fare un po’ di comunicazione per i cittadini». In una fase successiva, «quando un po’ più di gas sarà reso disponibile» grazie ai risparmi degli Stati membri, «il secondo passaggio sarà capire come distribuirlo per garantire una solidarietà europea», ha concluso Cingolani, precisando che nulla resterà inutilizzato, perché «il gas risparmiato consentirà ai Paesi più bisognosi di tappare la falla».

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