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Intesa nel centrodestra: chi prende un voto in più sceglie il candidato premier. Accordo anche sui collegi uninominali

Salvini parla di «squadra compatta». Berlusconi: «Non c’è problema, arriveremo al 20%»

Intesa nel centrodestra sulla premiership. Nel vertice convocato per sciogliere i nodi in vista delle elezioni del 25 settembre, ha prevalso la linea di Giorgia Meloni, secondo cui il candidato premier sarà scelto da chi incasserà più voti nella coalizione. «I leader del centrodestra hanno raggiunto pieno accordo», si legge in una nota diffusa al termine dell’incontro. «La coalizione proporrà quale premier l’esponente indicato da chi avrà preso più voti». Negli ultimi giorni, Matteo Salvini aveva ripetuto più volte che «chi prende un voto in più sceglie, vince e governa», ribadendo però di non volersi soffermare sulla questione e chiedendo concentrazione «sui temi e sull’idea di Italia» del centrodestra.


Silvio Berlusconi aveva glissato sull’argomento, definito «poco appassionante», e proposto un sistema di elezione da parte di un’assemblea dopo il risultato delle urne. «Come è giusto che sia decidono gli italiani. Chi prende un voto in più indica chi governerà l’Italia nei prossimi cinque anni. La squadra è compatta», ha commentato Salvini al Tg5. Berlusconi invece avrebbe chiuso la questione con una battuta: «Non c’è problema, tanto saremo noi di Forza Italia a ottenere il 20».


L’intesa sui collegi uninominali

Nel vertice è emersa anche la spartizione definitiva dei 221 collegi uninominali: a Fratelli d’Italia spettano 98 seggi, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia (compreso l’Udc) e 11 a Noi con l’Italia più Coraggio Italia. «È stata trovata intesa per correre insieme nei 221 collegi uninominali selezionando i candidati più competitivi in base al consenso attribuito ai partiti», si legge sempre nella nota. «Si presenterà una lista unica nelle circoscrizioni estere e ha istituito il tavolo del programma che si insedierà nelle prossime ore».

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