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Alessia e Giulia Pisano travolte dal treno a Riccione: le due ipotesi sull’incidente

Le indagini della Questura di Rimini per ricostruire la dinamica. Due possibilità dietro la tragedia

Giulia e Alessia Pisano, sorelle di Madonna di Castenaso nel Bolognese sono morte ieri mattina, attorno alle 6.40, alla stazione di Riccione. Travolte da un ETR Frecciarossa, in arrivo a Riccione da Pescara. Un treno può raggiungere i 200 chilometri orari. Con i resti sparsi per circa 700 metri lungo la massicciata l’identificazione è stata possibile solo grazie a un cellulare fracassato, trovato dalla polizia lungo i binari. E intestato alla ditta del padre, Pier Paolo, titolare di un’azienda di trasporti. Le indagini della Polfer e della Questura di Rimini per ricostruire la dinamica del fatto sono già scattate. Con l’aiuto delle telecamere si è potuto vedere le ragazze entrare in stazione, ma non il momento dell’impatto. Alcuni testimoni hanno visto una delle due giovani sedersi sul binario 1 della stazione dove l’altra l’avrebbe raggiunta nel tentativo di spostarla prima del transito del treno. Le ipotesi degli inquirenti sono sostanzialmente due.


Cosa è successo

Il Corriere della Sera racconta oggi che la Questura di Rimini diretta da Rosanna Lavarino lavora su due possibilità diverse per ricostruire la dinamica dei fatti. La prima: una delle due sorelle potrebbe aver tentato il suicidio fermandosi tra le rotaie. L’altra l’avrebbe raggiunta per spostarla. Ma non in tempo prima dell’arrivo del treno. Impossibile stabilire l’identità della giovane che si è seduta sul binario 1 in base alle telecamere. La seconda ipotesi è che invece una delle due ragazze fosse alticcia e non si sia accorta di stare sopra le traversine. E l’altra anche in questo caso sarebbe morta nel tentativo di salvarla. Il macchinista del Frecciarossa ha detto di aver visto una delle due sbucare all’improvviso. Forse per sottrarre la sorella all’impatto.


Le due ragazze appena entrate alla stazione hanno avvicinato il titolare del bar che stava rifornendo i distributori automatici: «Una ragazza vestita di nero mi ha chiesto qualcosa, non mi sembrava molto lucida. Poi si è allontanata e si è incontrata con una amica che teneva in mano gli stivali». Una era Giulia, l’altra Alessia. L’uomo le ha viste andare verso il secondo binario dove era già fermo il treno per Ancona. «Ho iniziato ad urlare, io come altri che erano in stazione. In mezzo agli urli abbiamo sentito il fischio del treno Freccia Rossa in transito sul primo binario. Poi una gran botta e tutti abbiamo cominciato ad urlare», ha detto.

Il furto del cellulare

Secondo le testimonianze una delle due ragazze aveva lamentato il furto del cellulare. Il titolare del bar della stazione, Pietro, ha raccontato al Corriere che «una mi ha avvicinato per dirmi non aveva soldi e che le avevano rubato il telefonino. Non mi è parsa lucida… Poi ha raggiunto l’altra, con indosso uno spolverino e con gli stivali in mano. D’improvviso si sono dirette al binario 1, di fronte era fermo il regionale per Ancona. Le ho viste, ho urlato, anche altri hanno urlato. Il Frecciarossa ha fischiato…». «È troppo presto per poter parlare di dinamica», ha detto ieri la questora Lavezzaro. La Stampa racconta che il fatto che siano scivolate è dato per improbabile. Sembra plausibile invece che si sia trattato di un attraversamento incauto dei binari.

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