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Covid, cala l’incidenza in tutte le fasce d’età. Ma gli over 70 sono ancora a rischio – Il report esteso Iss

06 Agosto 2022 - 12:16 Redazione
Health workers wearing overalls and protective masks at work in the intensive care unit of the hospital of Cremona amid the Covid-?19 coronavirus pandemic, in Cremona, northern Italy, 26 December 2021. Italian Premier Mario Draghi's government has brought in a series of new COVID-19 prevention measures, including the obligation to wear facemasks outdoors, due to the sharp upswing in contagion and the arrival of the Omicron variant. It was already mandatory for people to wear facemasks in enclosed public spaces. The government has also decide to close Italy's night clubs and dance halls and ban open-air parties that attract crowds of people until January 31. It has also reduced the duration of the 'Super Green Pass' health certificate for people who are vaccinated for the coronavirus from nine to six months. 
ANSA/ FILIPPO VENEZIA
La variante predominante è Omicron BA.5. Si conferma l'efficacia del vaccino
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Sul fronte dei contagi da Coronavirus diminuisce l’incidenza in tutte le fasce d’età. A riferirlo è il consueto report esteso settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità. In particolare, la diminuzione più elevata del tasso d’incidenza si registra nel range d’età 30-39 anni. Invece, il tasso d’incidenza più alto a 7 giorni riguarda le fasce 70-79 con 687 casi per 100.000 abitanti, 50-59 anni con 685 contagi per 100.000 ab. e 60-69 che riporta 684 casi ogni 100.000. Il valore più basso invece si verifica nei bambini tra i 0 e i 9 anni con 437 casi ogni 100.000 ab. Diminuisce anche la percentuale di casi di Covid tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. La variante del virus predominante a livello nazionale resta la Omicron BA.5, con una prevalenza del 75.5% contro il 23,15% dell’indagine precedente.

L’efficacia dei vaccini

Salgono a 139.776.812 le dosi di vaccino anti-Covid somministrate in Italia dall’inizio della campagna vaccinale (27 dicembre 2020) fino al 3 agosto 2022. I dati sull’efficacia continuano ad essere positivi: il vaccino si conferma altamente protettivo contro uno sviluppo severo della malattia, ricoveri nei reparti di rianimazione e mortalità. Il tasso di quest’ultimo, standardizzato per età, riferito alla popolazione dai 12 anni in poi risulta essere 5 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo da almeno 120 giorni e circa 6 volte e mezzo più alto rispetto a chi ha anche la dose aggiuntivo. Il periodo di riferimento dei dati è il mese dal 10 giugno al 10 luglio. Sul fronte delle terapia intensive tra il 17 giugno e il 17 luglio il tasso di ricoveri è quattro volte più alto nei non vaccinati rispetto a chi ha la dose aggiuntiva. Nel prevenire casi di malattia severa la percentuale è pari al 66% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 67% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 69% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni.

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