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Conte a gamba tesa su Letta dopo la chiusura degli accordi nel centrosinistra: «La Costituzione non si difende con le ammucchiate»

Il leader del M5s: «Spiace per militanti e comunità che hanno alle spalle storie illustri, e che ora vengono scavalcate da decisioni verticistiche senza nessuna prospettiva politica»

Addio al patto del planisfero e all’accordo tra Partito Democratico e M5s di correre uniti verso le elezioni del 2023 che, a seguito della crisi del governo guidato da Mario Draghi, si svolgeranno anticipatamente il prossimo 25 settembre. E dopo la chiusura degli accordi per l’alleanza di centrosinistra da parte del segretario dem Enrico Letta, grazie al patto siglato con Impegno Civico di Luigi Di Maio e Tabacci, sia quello con i Verdi di Bonelli e con Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, a cui nei giorni scorsi aveva aperto le porte per una possibile alleanza, Giuseppe Conte va all’attacco della neonata coalizione di centrosinistra, dal cui perimetro il M5s è però rimasto escluso. «Difendere la Costituzione vuol dire avere idee chiare, non fare ammucchiate e spartizione di collegi elettorali e posti», ha scritto sui social il leader grillino. L’avvocato di Volturara Appula “sale in cattedra” e spiega che la «necessità di dover difendere la Costituzione» menzionata da Letta, si dovrebbe tradurre nel «difendere la dignità del lavoro, tutelare l’ambiente e la biodiversità, investire nella sanità e nell’istruzione, proteggere i cittadini non garantiti, il ceto medio che si impoverisce, le piccole imprese, le partite Iva».


Conte, nel suo lungo post, prosegue: «La Costituzione si difende introducendo il salario minimo a 9 euro l’ora, contrastando la precarietà, intervenendo per i giovani che non possono comprare casa, investendo sulla medicina territoriale e sulla sanità pubblica, sulle rinnovabili e non sulle trivelle e sugli inceneritori. Queste sono le nostre idee e le porteremo avanti a oltranza, costi quel che costi: sono tutte cose che la coalizione di destra non vuole fare». E l’ex premier sostiene che tutti questi punti non saranno perseguibili all’interno di quella che Conte definisce «un’ammucchiata».


«Sono tutte cose che le ammucchiate che si prospettano da Calenda, a Letta, a Gelmini, ma non possono fare – scrive ancora il leader pentastellato -. Spiace per militanti e per intere comunità politiche che hanno alle spalle storie illustri, costellate da nobili battaglie per i diritti civili e per le questioni sociali. Queste idee, queste storie io le rispetto profondamente, ma bisogna prendere atto che in queste ore vengono scavalcate da decisioni verticistiche che non offrono nessuna plausibile prospettiva politica». E Conte, in conclusione, rilancia: «Ai cittadini noi proponiamo un’idea chiara di Paese. Noi ci siamo. Per chi vuole stare dalla parte giusta».

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