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Kevin Chiappalone: chi è il mercenario italiano che combatte contro Putin nel Donbass

RIschia dai 2 ai 7 anni di carcere. I genitori: perché l’Italia manda armi all’Ucraina e lui non può tornare perché sennò finisce in prigione?

Kevin Chiappalone è indagato dalla Dda di Genova perché si è arruolato nella Brigata Internazionale ucraina per combattere contro la Russia nel Donbass. Indicato come simpatizzante di Casapound, Chiappalone aveva annunciato in un’intervista a Panorama nel marzo scorso che sarebbe andato a combattere dopo aver sentito Vladimir Putin parlare di «denazificare» il Paese. Ora rischia dai 2 ai 7 anni di carcere. La polizia ha interrogato diversi militanti di Casapound per capire se c’è una rete di reclutatori nel territorio italiano. Ma secondo i primi accertamenti il 19enne ha fatto tutto da solo. Trovando i contatti giusti su Internet.


La madre Tiziana e il padre Filippo Moramarco

Kevin è finito nel registro degli indagati in base a una legge del 1995 che punisce gli italiani che partecipano a un conflitto armato per conto di Stati stranieri. La madre Tiziana Chiappalone e il padre Filippo Moramarco hanno raccontato la sua storia a Repubblica: «Ci aveva detto che sarebbe andato a fare del volontariato a Sanremo. Quando ormai a cose fatte ci ha raccontato la verità, ci siamo sentiti crollare il mondo addosso». Dicono che «Kevin è una brava persona, non sta facendo male a nessuno. Ha le sue idee, certo di destra, ma è andato ad aiutare l’Ucraina, non l’invasore russo. È dalla parte giusta e qui non è una questione di destra o sinistra, visto che fra ucraini e russi tutto è mischiato, trovi da una parte e dall’altra gente di ogni idea politica». Prima della guerra Kevin andava a scuola all’Istituto Professionale Attilio Odero di Sestri Ponente. Lo scorso settembre non si è iscritto. I genitori raccontano che il figlio si fa sentire più o meno una volta a settimana. «Noi ci chiediamo come sia possibile che l’Italia consegni armi all’Ucraina, e poi nostro figlio che ha scelto di combattere laggiù non possa rimettere piede qui, sennò finisce in prigione», dicono. Sospettano che qualcuno l’abbia aiutato ad arrivare fin lì: «Ma le pare possibile che un 19enne contatti da solo le brigate e parta, e una volta arrivato lì sappia precisamente dove andare?».


Il profilo Facebook

Chiappalone rientra in quella lista dei combattenti italiani che si trovano in Ucraina, su entrambi i fronti. Secondo intelligence e antiterrorismo sarebbero meno di venti. Su di loro il monitoraggio è costante. «Triste, arrabbiato ma felice», si descrive sui social. Dove ha mostrato una passione per il softair e la militanza nel movimento di estrema destra. Oltre alla rabbia sfogata in una palestra del quartiere Cornigliano, in periferia, dove viveva fino a maggio con la mamma prima di partire. Le ultime tracce social risalgono all’1 agosto. Pubblica una foto su Instagram in cui mostra il dito medio al fotografo, quasi certamente un altro giovane combattente, imbraccia una mitragliatrice leggera, indossa un elmetto e ha il volto nascosto da un paio di occhiali scuri e da un passamontagna. Meno di un mese prima, il 6 giugno, aveva pubblicato una foto dove teneva in braccio un cucciolo di pastore tedesco citando Charles M. Schulz, l’autore di Linus: «La felicità è un cucciolo caldo». Sotto il post tuttavia, a un amico che gli chiedeva come stava ha risposto: «L’altro ieri ho perso un amico».

L’inchiesta

Secondo quanto appreso, il ragazzo, senza alcuna esperienza in ambito militare o nell’uso delle armi, è partito a maggio, entrando nel Paese probabilmente attraverso il confine polacco. Dopo una fase di addestramento ora si troverebbe proprio nel Donbass, uno dei due fronti più caldi della guerra. Al momento è l’unico indagato ma gli investigatori stanno cercando di capire se vi siano altri mercenari e se vi sia una rete di reclutatori. Sarebbe arrivato in Polonia con l’aereo e da lì in pullman ha raggiunto il fronte.

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