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Un ministero dell’Innovazione a Milano? Beppe Sala apre all’idea di Salvini e rilancia: «Solo se abbinato al Mise»

04 Settembre 2022 - 17:59 Redazione
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala incontra  in piazza Segesta la stampa a margine  della cerimonia in memoria di  Giuseppe Pinelli l'anarchico ucciso nel corso delle indagini sulla strage di piazza Fontana, scoprono una targa in memoria della vittima, Milano, 11 dicembre 2019.
  ANSA / MATTEO BAZZI
Il primo cittadino del capoluogo lombardo ha risposto su Facebook alla proposta del leader della Lega fatta da Cernobbio: «Pronto a dialogare»
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«Pensare a un ministero dell’Innovazione a Milano? Sì, purché in abbinamento con il ministero dello Sviluppo Economico». Così il sindaco del capoluogo lombardo Beppe Sala risponde alla proposta di Matteo Salvini che poche ore fa a Cernobbio ha avanzato l’idea dell’istituzione del ministero dell’Innovazione proprio nella città del Duomo. «Propongo che il ministero per l’intelligenza artificiale, dell‘innovazione e della digitalizzazione sia a Milano, dove ci sono i brevetti. Il bello dell’autonomia», ha spiegato il leader della Lega. Dal suo profilo Facebook Sala non ha tardato a rispondere: «Solo così potremo contare su un’innovazione molto concreta ed agganciata allo sviluppo di nuovi processi industriali», scrive. Sala ha continuato mettendosi a disposizione di eventuali confronti «con chiunque fosse veramente determinato a perseguire tale via e non solo a non farne argomento di campagna elettorale. Ovviamente anche con l’Onorevole Salvini». Il sindaco ha poi concluso sottolineando il grande bisogno di progresso scientifico e tecnologico: «Il nostro Paese ha bisogno di innovazione ma di un’innovazione che trovi poi una rapida applicazione nelle nostre realtà produttive. L’Italia dipende, come purtroppo in modo significativo anche l’Europa, da risorse e know how appannaggio di potenze straniere», spiega. «Dobbiamo essere più autonomi relativamente alle fonti energetiche, ai semiconduttori, alla gestione trasparente dei dati, alle regole per la trasformazione ambientale. Questa è la vera sovranità su cui possiamo costruire il nostro futuro».

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