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Soldi a studenti, pensionati, disoccupati e famiglie: il piano da 65 miliardi della Germania contro il caro energia

La misura verrà finanziata in gran parte grazie agli extraprofitti delle imprese energetiche. I sindacati però lamentano pochi aiuti alle aziende

L’Italia sta soffrendo molto gli effetti della crisi energetica, ma se c’è un Paese che dal gas russo dipende ancor più del nostro e che quindi sta faticando particolarmente, quello è la Germania. Per questo nelle scorse ore il governo tedesco ha varato un piano da 65 miliardi di euro per contrastare i rincari, proprio mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlava minacciava una «tempesta globale». È il terzo pacchetto di aiuti, di valore più che doppio rispetto alla somma di primo e secondo, di 30 miliardi. Dopo ore di discussione con i tre partiti di maggioranza – Spd, Verdi e Liberali – che compongono il governo, nella notte tra domenica e lunedì il cancelliere Olaf Scholz ha presentato i punti principali dell’intervento. Ci sono sussidi a pensionati, famiglie e studenti. E si amplia la platea di chi li riceve. La misura, però, non verrà finanziata con nuovo debito, ma anche grazie agli extraprofitti delle imprese energetiche. Nel documento stilato si legge che «a causa del rapido aumento dei prezzi dell’energia sono necessario aiuti rapiti e proporzionati ai cittadini e alle imprese».


Sussidi a studenti, pensionati, disoccupati e famiglie

Tra gli interventi primari figura un bonus una tantum per pensionati e studenti: 300 euro per i primi e 200 euro per i secondi. Cresce, inoltre, il numero di beneficiari del contributo per gli alloggi che verrà erogato a due milioni di persone, anziché 700 mila. Gli stessi individui avranno anche diritto a un aiuto per fare fronte alle spese di riscaldamento: nel caso di un nucleo familiare composto da un solo membro, questo ammonta a 415 euro. Al rialzo anche gli assegni familiari, che aumentano di 18 euro al mese per il primo e il secondo figlio, e per l’Haartz IV, il sussidio destinato ai disoccupati, il cui importo mensile passa da 449 euro a 500. Novità anche per il trasporto pubblico. Berlino ha fatto sapere che prolungare la validità del biglietto unico da nove euro costerebbe troppo, tuttavia è allo studio un’alternativa il cui prezzo dovrebbe rientrare tra i 49 e i 69 euro, spiega la Repubblica. Infine, dal documento – riporta la Stampa – si apprende anche l’intenzione di offrire ai cittadini delle quote di energia elettrica a prezzo calmierato. La mossa dovrebbe far spendere meno alle famiglie, e indurle a risparmiare per non superare la soglia.


I pacchetti di elettricità a prezzo ridotto

Il poderoso pacchetto non ha incontrato i favori della Bdi – l’equivalente tedesco di Confindustria – che lamenta troppi pochi aiuti alle imprese. L’intervento avrebbe anche dovuto includere una proroga al funzionamento delle centrali nucleari, che Berlino ha scelto di spegnere lentamente in seguito al disastro di Fukushima nel 2011, il rischio «è il blackout all’inizio dell’inverno», ha fatto sapere il leader della Cdu, il partito della storica cancelliera Merkel, Friedrich Merz.

Perché gli extraprofitti sono fondamentali?

La grande novità di questo pacchetto è come verrà finanziato: in buona parte tassando gli extra profitti delle imprese energetiche. Ma cosa vuol dire? In Europa il prezzo dell’elettricità è legato a doppio filo a quello del gas. Una decisione presa quando il petrolio costava molto e il gas poco. Con gli aumenti vertiginosi del prezzo del gas dovuti all’incertezza dei mercati riguardo un possibile stop definitivo delle forniture russe che arrivano proprio in Germania tramite il condotto Nord Stream 1, anche il prezzo dell’elettricità è cresciuto, ma non in maniera proporzionale ai costi di produzione. Il gas, infatti, è solo una delle molte fonti che vengono utilizzate per ottenere energia elettrica. E se gas e petrolio in questo momento sono particolarmente costosi, lo stesso non si può dire delle rinnovabili e del nucleare. Ciò significa che anche l’elettricità prodotta senza usare idrocarburi viene pagata moltissimo, garantendo enormi profitti alle imprese che se ne occupano. E sono proprio questi guadagni monstre che si protraggono da mesi, che il governo tedesco ha deciso di tassare.

Le riserve di gas sono piene, ma l’inflazione è alta

Il piano arriva quando la Germania ha già raggiunto l’obiettivo che si era prefissata per il primo di ottobre, ovvero raggiungere l‘85% del livello delle riserve di gas. Un dato che consente a Scholz di affermare che il Paese «è comunque attrezzato per affrontare l’inverno». Le misure sono necessarie anche alla luce dell’inflazione rampante che divora il valore dei risparmi dei cittadini. Al momento è al 7,9% ma gli economisti prevedono che verrà toccata la doppia cifra entro la fine dell’anno.

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