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Cassa integrazione per due mesi contro il caro energia: l’ipotesi nel nuovo decreto di Draghi

In settimana atteso il provvedimento sulle bollette. Insieme al piano di risparmio energetico

Una cassa integrazione per sostenere le imprese contro il caro energia. A costi più contenuti del normale per le aziende. Per i prossimi due mesi. Sull’esempio di quello che è successo durante la pandemia. È questa l’ipotesi di lavoro del governo Draghi. Che punta sulla concessione del sussidio a cinque settori: automotive, agroindustria, ceramica, legno e siderurgia. Ma nella maggioranza e tra i sindacati c’è chi chiede di ampliarli. Anche se sarà difficile a causa dei costi: una Cig del tutto gratuita graverebbe sulle casse dello Stato per 800 milioni. Il provvedimento dovrebbe finire nel decreto per le bollette che l’esecutivo licenzierà questa settimana. Insieme al piano di risparmio energetico di Roberto Cingolani. Ma intanto anche l’Europa pensa di replicare il modello SURE.


Una Cig nel decreto bollette

A parlare dell’ipotesi cassa integrazione per due mesi contro il caro energia è il Sole 24 Ore. Il governo Draghi ha in mente di replicare lo stesso schema del marzo scorso. E quindi di riconoscere l’aiuto soltanto ai cinque settori considerati più a rischio con le bollette alle stelle. I costi più contenuti partono dal presupposto che oggi le aziende pagano per la Cig: devono versare tra il 9 e il 15% a seconda di quanto duri. Repubblica ricorda oggi che anche attivare il Fondo per l’integrazione salariale genera un’addizionale pari al 4% della retribuzione persa. Il beneficio è rimasto in piedi da marzo fino al 31 maggio scorso. I 60 giorni di tempo previsti serviranno a lasciare il tempo dell’insediamento al prossimo esecutivo. Secondo la maggioranza e i sindacati invece la Cig andrebbe riconosciuta almeno in parte anche alle imprese del turismo e del commercio. Anche se ci sono strumenti simili che gli imprenditori potrebbero utilizzare, come ricorda il ministro del Lavoro Andrea Orlando con il quotidiano. Intanto però anche la Commissione Europea è al lavoro sul piano per affrontare la crisi del gas.


Il decreto in arrivo

E nelle stanze della presidente Ursula von der Leyen si parla di un nuovo fondo per gestire la fase di difficoltà. Studiato sul modello di quello varato per il Coronavirus da 27 miliardi di euro. Che verrebbe concentrato sugli aiuti per le imprese costrette a licenziare o a ridurre la forza lavoro. La proposta potrebbe finire già nel decreto in arrivo in questa settimana. Per il quale tra i partiti c’è chi insiste sullo scostamento di bilancio per rendere la dote più pesante. E per inserire altri provvedimenti oltre a quelli attesi. Una delle proposte prevede anche di tagliare l’imposta sul valore aggiunto (Iva) sui beni di prima necessità.

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