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Pregliasco contro Ema sui vaccini contro Omicron, rischio caos: «Due ok in pochi giorni è poco chiaro: i nuovi vadano agli over 60»

12 Settembre 2022 - 20:48 Michela Morsa
The virologist of the University of Milan Fabrizio Pregliasco at the Novegro vaccination hub where he has administered doses of anti covid vaccine to Lombard citizens, Novegro, near Milan, Italy, 6 May 2021.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Secondo il virologo, l'aver autorizzato l'ultimo vaccino subito dopo l'ok a quelli contro Omicron Ba.1 innesca la rincorsa al vaccino sempre più aggiornato
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Il virologo Fabrizio Pregliasco non è d’accordo con le strategie dell’Agenzia europea del farmaco, che oggi, 12 settembre, ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino bivalente anti-Covid di Pfizer aggiornato contro la sottovariante Omicron Ba.5, a soli 10 giorni dall’ok alle versioni tarate contro Omicron Ba.1 di Pfizer e Moderna. «La comunicazione sui vaccini da parte delle autorità europee non è chiara. Questa decisione di via libera ai vaccini aggiornati contro Omicron 4-5 così ravvicinata al via libera alla versione aggiornata contro Omicron 1 in realtà fa sì che le persone percepiscano l’immunizzazione come una continua rincorsa a vaccini sempre più aggiornati, molto simile alla corsa all’acquisto del telefonino, che se non è dell’ultimo modello non va bene anche se ne abbiamo urgente bisogno», ha detto Pregliasco all’Ansa.

«Il rischio – avverte – è che si possa innescare una grande confusione e un atteggiamento di disaffezione rispetto alla vaccinazione, con le persone che magari decideranno di non avvalersi dei vaccini aggiornati disponibili per aspettare quelli in arrivo, percepiti come i più nuovi e quindi i migliori». Ad alimentare il rischio di questa confusione, secondo l’esperto, è anche la scelta di destinare il nuovo vaccino allo stesso target previsto per quelli contro Omicron Ba.1. È essenziale, conclude, fare chiarezza e ribadire che «anche i vaccini originali determinano una forte protezione contro la malattia Covid grave e proteggono anche dalle varianti». Il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, ha invece accolto con favore la decisione dell’Ema, annunciando che il nuovo vaccino sarà disponibile tre due o tre settimane. Anche lui, però, ha ribadito che la tempistica con la quale ci si vaccina è più importante della versione che viene inoculata: «Bisogna vaccinarsi con il vaccino che è attualmente disponibile», ha detto.

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