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Von der Leyen torna da Zelensky: «Armi e aiuti a Kiev finché serve». Il presidente ucraino: «Pronti a darvi energia a basso costo» – Il video

Al vertice si è discusso anche della collaborazione tra Kiev e cinque Paesi Ue sullo sviluppo della difesa aerea in Ucraina. Tra questi anche l’Italia

«Devo dire di essere impressionata nel vedere quanto è cambiata in meglio Kiev». Arrivata nella capitale ucraina per la sua terza visita dallo scoppio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha discusso con Volodymyr Zelensky dell’accesso dell’Ucraina al mercato unico. Intenzione definita «prioritaria» dal presidente ucraino, che consentirebbe al Paese di entrare nel giro commerciale europeo dove circolano liberamente beni, servizi e capitali. Da parte di von der Leyen è arrivato il rinnovato sostegno nella guerra contro la Russia considerato «assolutamente necessario» e che proseguirà «per tutto il tempo necessario». Nella conferenza stampa congiunta, tenuta dopo che la presidente della Commissione ha ricevuto la Prima Classe dell’Ordine del principe Yaroslav il Saggio, una delle massime onorificenze ucraine, Zelensky ha offerto il suo aiuto per contrastare il caro-energia: «Sappiamo che avremo sfide difficili da affrontare durante l’inverno e dobbiamo sostenerci l’uno con l’altro», e poi promette che «l’Ue può ricevere dall’Ucraina energia elettrica a basso costo e noi, in cambio, fondi per pagare gli stipendi».


Per quanto riguarda il conflitto con la Russia, Zelensky ha confermato che sta negoziando con diversi partner, compresa l’Italia, per la fornitura di sistemi di difesa aerea e missilistica. Anche se, ha sottolineato il presidente, «chiudere i cieli» agli attacchi missilistici potrebbe rivelarsi un fatto chiave. «Abbiamo avviato i colloqui e c’è un risultato positivo per quanto riguarda la fornitura di Nasams (sistema statunitense-norvegese) e Iris-T (tedesco)», continua Zelensky, «ci aspettiamo diversi sistemi dalla Germania, ma non ne abbiamo ancora ricevuto nessuno». I negoziati, poi, comprendono anche Francia e Italia, mentre si attende una risposta da Israele.


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