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Migliaia di arresti in Russia per le proteste contro la mobilitazione parziale annunciata da Putin. Rischiano fino a 15 anni di carcere – I video

Il leader dell’opposizione Navalny dal carcere: «La situazione sta degenerando e Putin sta cercando di coinvolgere quante più persone possibile in tutto questo: vuole imbrattare centinaia di migliaia di persone di sangue»

Non solo voli paralizzati e fughe in massa dal Paese. Dopo l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin, che ha dato il via alla mobilitazione militare parziale, migliaia di cittadini russi sono scesi in piazza in segno di protesta. Secondo quanto riferito dal gruppo indipendente di monitoraggio delle proteste in Russia Ovd-Info, sono salite a oltre un migliaio le persone fermate ai cortei che si sono svolti oggi, 21 settembre, in 20 città della Russia. Dopo il discorso dello zar, centinaia di persone si sono riversate nelle principali città russe, tra cui Irkutsk, Ulan-Ude, Khabarovsk e la capitale Mosca, per protestare contro la prima mobilitazione della Russia sin dalla seconda guerra mondiale. Le proteste si sono concentrate principalmente in Siberia e nelle città dell’Estremo oriente della Russia. Nel frattempo la procura di Mosca ha reso noto in un comunicato che chi partecipa alle proteste rischia 15 anni di carcere. «La Procura mette in guardia dalla distribuzione di questo materiale – si legge nella nota – e la partecipazione ad azioni illegali che sono punibili sulla base di leggi penali ed amministrative». Azioni, si aggiunge, che sono «qualificate come reati punibili anche con pene detentive fino a 15 anni». Intanto, il leader dell’opposizione Alexei Navalny, attualmente detenuto in carcere, in un video diffuso dai suoi legali, ha dichiarato: «È chiaro che la situazione sta peggiorando e la guerra si sta intensificando. Putin sta cercando di coinvolgere quante più persone possibile in tutto questo: vuole imbrattare centinaia di migliaia di persone di sangue».


Video in copertina: Ukraine_World


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