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Lavrov si lamenta all’Onu: «Russia mai così discriminata. Ue soggiogata dalla dittatura Usa: vogliono distruggerci»

Il ministro degli Esteri russo: «Gli Stati Uniti e i suoi alleati non danno libertà a nessuno, questa non è democrazia»

La Russia sarebbe vittima di «discriminazione dei Paesi occidentali», un atteggiamento che secondo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov sarebbe espressione di una «grottesca russiofobia senza precedenti» e che sta portando gli Stati Uniti a comportarsi «quasi come inviati di Dio in Terra». Nel suo intervento all’Assemblea dell’Onu di New York, Lavrov ha lamentato di non riuscire a ottenere dialogo con i Paesi occidentali, dopo che lo scorso 24 febbraio Mosca ha deciso di iniziare la sua “operazione speciale” contro l’Ucraina. Da allora, secondo Lavrov, Mosca «deve affrontare la disinformazione e le bugie dell’Occidente, che minano la fiducia nelle legge internazionali e nelle istituzioni internazionali». E il ministro degli Esteri russo ha ripetutamente attaccato gli Usa che, a suo dire, «non si tirano indietro dal dichiarare l’intenzione di infliggere non solo una sconfitta militare al nostro Paese, ma anche di distruggere la Russia». Ma non solo. Il ministro russo, nel corso della sua invettiva contro gli Stati Uniti ha aggiunto che secondo Mosca «a Washington c’è una dittatura e l’Europa è soggiogata: la diplomazia è sostituita da sanzioni illegali: contrariamente al buon senso più elementare, Washington e Bruxelles hanno esacerbato la crisi dichiarando una guerra economica alla Russia. Gli Usa e i suoi alleati non danno libertà a nessuno, questa non è democrazia». Lavrov ha accusato Washington di cercare di «trasformare il mondo intero nel proprio cortile» mediante le sanzioni: “«È una dittatura pura e genuina, o un tentativo di imporla».


Lavrov sui referendum nei territori occupati: «Rispetteremo la volontà popolare»

Quanto ai referendum in corso nelle regioni di Donetsk, Lugansk, ZaporizhzhiaCherson, il ministro Lavrov sostiene che «l’isteria che abbiamo visto è molto eloquente, e l’Occidente ha fatto i capricci, ma i referendum una reazione all’appello del presidente Zelensky perché i russi lasciassero l’Ucraina». Il ministro russo ha infatti sottolineato che a essere chiamate al voto «sono persone che rivendicano la terra dove i loro antenati hanno vissuto per centinaia di anni». «I referendum sono basati su una richiesta del governo locale, e le condizioni sono state rese note. Dopo questi referendum la Russia rispetterà l’espressione della volontà del popolo di quei territori – assicura il ministro Lavrov – che da lungo tempo soffre gli abusi del regime nazista di Kiev».


Lavrov: «Gli Usa stanno giocando con il fuoco a Taiwan»

Lavrov, nel corso del suo intervento, ha poi toccato anche la questione in corso tra Cina e Taiwan, accusando Washington di «giocare con il fuoco e promettendo loro supporto militare». Le tensioni tra Washington e Pechino su Taiwan sono aumentate dopo la visita dello scorso agosto della della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi, seguita da esercitazioni militari cinesi su larga scala, nonché dalla promessa del presidente statunitense Joe Biden di difendere Taipei. In precedenza, il presidente russo Vladimir Putin si è esplicitamente espresso a sostegno della Cina contro le spinte indipendentiste di Taipei: Intendiamo aderire fermamente al principio della “Cina unica“, e condanniamo le provocazioni degli Stati Uniti e dei loro alleati satelliti nello Stretto di Taiwan».

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