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Francesco Guccini: «Giorgia Meloni premier? Godetevela, durerà poco. Io? Voto Casini e il Pd»

Il cantautore: mai stato comunista. Voterei il Psi di Nenni se ci fosse

Dopo aver provato Grillo, Salvini e Berlusconi l’Italia vuole provare Giorgia Meloni. Ma durerà poco. È l’idea del cantautore Francesco Guccini, che in un’intervista rilasciata a Repubblica fa sapere oggi anche chi voterà lui. Ovvero Pierferdinando Casini. Nel colloquio con Concetto Vecchio Guccini esordisce chiedendo chi è l’altro candidato del suo collegio (e cioè Vittorio Sgarbi). «Ah, ecco. Quindi Casini perché no? Anche se avrei preferito Elly Schlein. Spero che lui si riveli meno di destra di quanto dicono». Poi spiega perché a suo parere Meloni è favorita come prossima premier: «Quando ero ragazzo nelle balere si approcciavano le donne con un “balla, signora?”. Ed era o sì o no. Una volta una ragazza rispose così a un mio amico: “Proviamo anche questa”.


Ecco, gli italiani, dopo aver provato Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, vogliono provare Meloni; è qualcosa di connotato alla società italiana, ma sono innamoramenti di pancia, che sfioriscono presto». Ma secondo il cantautore «gli elettori in democrazia hanno sempre ragione. A loro dico: “Godetevela!”». Mentre la leader di Fratelli d’Italia «ha due facce. Quella dell’endorsement a Vox, di “io donna e cristiana”; e quella atlantica, europeista, pro Euro, per smussare gli angoli. I contadini di Pavana definivano questo atteggiamento “da uova e da latte».


Ma il suo vero volto «non si dissimula, alla fine viene fuori. Ha notato com’è violenta nei comizi? Urla continuamente». Ricorda però che proprio Meloni una volta lo invitò ad Atreju, la festa dei giovani di destra: «Mi telefonò, cortesemente declinai». E non si spiega perché Gasparri, Alfano e persino Gianluigi Paragone siano suoi fans: «Vede, io non sono mai stato un cantautore militante. Ho sempre toccato le vite delle persone, canzoni esistenziali, di gente che si barcamena. E non sono mai stato comunista. Non avrei mai potuto con quel che avvenne col totalitarismo sovietico, ma riconosco i tanti pregi che il Pci ebbe nella crescita della società italiana». E come si definirebbe allora? «Un anarchico libertario. Voterei per il Psi di Nenni, se ci fosse».

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