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Iran, quasi 3mila arresti a Teheran. Lo sfogo del calciatore in Nazionale: «Lunga vita alle donne iraniane, che mi caccino» – I video

Il bilancio è di almeno 76 vittime durante gli scontri. Tra le persone arrestate ci sarebbero anche 18 giornalisti che seguivano le proteste

Continuano gli scontri tra manifestanti e polizia in tenuta antisommossa e le Guardie della rivoluzione iraniane in decine di città dell’Iran, dopo oltre dieci giorni dalla morte di Mahsa Amini, la 22enne di origine curda, morta mentre era sotto custodia della polizia morale per non aver indossato correttamente l’hijab. Sono oltre 3.000 le persone arrestate durante gli scontri. La maggior parte dei fermati viene condotta nella prigione di Evin a Teheran, secondo quanto riportato dalla testata IranWire, ma anche nel penitenziario centrale della Grande Teheran. I manifestanti arrestati, secondo quanto raccontato in un audio da Yalda Meiri, una fotografa arrestata durante le proteste, spiega che le loro condizioni all’interno della struttura sono pessime: «Ci sono risse e vengono pestate persone ogni giorno. Non siamo al sicuro. Più di cento persone sono state trasferite brutalmente in un palazzetto dello sport senza ventilazione. Le condizioni dei bagni sono terribili e alle persone vengono somministrati regolarmente sedativi». Secondo l’ong Iran Human Rights il bilancio degli scontri tra manifestanti e polizia è di almeno 76 morti, sottolineando anche che i continui blackout di Internet «stanno rendendo sempre più difficile confermare le vittime in un contesto in cui le proteste guidate dalle donne si sono estese a decine di città». E tra le persone fermate dalla polizia iraniana ci sarebbero anche almeno 18 giornalisti che seguivano le proteste, secondo quanto riferito dall’organizzazione statunitense indipendente Committee to Protect Journalists (Cpj) e da Reporters Sans Frontières. Nei video pubblicati sui social media dall’interno dell’Iran si vedono manifestanti che, mentre le donne agitavano e si bruciavano i veli, urlano «Donna, vita, libertà» e «morte al dittatore», in riferimento al leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.


Il calciatore Sardar Azmoun divide la nazionale iraniana di calcio

Ma la protesta non corre solo nelle vie e nelle piazze dell’Iran e di diverse città del mondo. Anche sui social diversi docenti universitari, membri dello star-system e calciatori di spicco hanno apertamente sostenuto le proteste contro la morte di Amini. Tra questi c’è anche la stella della nazionale iraniana Sardar Azmoun, attaccante del Bayer Leverkusen che sul suo account Instagram lo scorso 25 settembre aveva pubblicato una storia in cui esprimeva massimo sostegno alla protesta delle donne iraniane. «Noi calciatori non possiamo esprimerci prima della fine di questo ritiro per via del regolamento interno della Nazionale, ma personalmente non sono più in grado di tollerare il silenzio. La punizione può essere che mi escludano dalla squadra, ma è un piccolo prezzo da pagare, un sacrificio che farei anche per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Vergognatevi per la facilità con cui uccidete le persone. Lunga vita alle donne iraniane». Alcune ore dopo la pubblicazione del messaggio, però, dal profilo dell’attaccante iraniano sono scomparsi tutti i post, incluso quello a sostegno delle donne iraniane.


E dopo il post di Azmoun è scoppiato il caos tra i giocatori della Nazionale iraniana di calcio, Federazione iraniana di calcio e governo. La Nazionale iraniana, infatti, si è qualificata ai prossimi Mondiali in Qatar, ma la divisione interna tra i giocatori, federazione e governo starebbe mettendo a rischio la stessa partecipazione al torneo della squadra. La Nazionale iraniana è infatti spaccata in due. Da un lato ci sarebbero oltre che Azmoun, anche Saman Qudous e Vahid Amiri, che rischiano di dover dire addio alla nazionale, e sono accusati di spingere fuori dal Mondiale la Nazionale, secondo alcuni membri della federazione calcistica. Il secondo gruppo di calciatori, invece, più numeroso, avrebbe richiesto di allontanare i tre compagni di squadra, proprio per evitare di non perdersi la partecipazione al Mondiale. In attesa di eventuali provvedimenti da parte della Federazione, quest’oggi Azmoun è sceso in campo con la nazionale iraniana in un’amichevole con il Senegal, finita 1-1, segnando il gol del pareggio. Al termine del match, non è stata rilasciata nessuna dichiarazione da parte né dei giocatori, né dello staff, né dalla Federcalcio iraniana.

Instagram / La storia del calciatore Sardar Azmoun in cui sosteneva la protesta delle donne in Iran

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