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Russi in fuga, cosa succede al confine con la Georgia: «Mosca aprirà un hub di reclutamento per intercettare chi scappa»

Ma il Cremlino nega. Sul fronte Kiev tenta l’avanzata ad est

La Russia starebbe per aprire un centro di reclutamento al confine con la Georgia, dove si stanno formando lunghe code di persone russe che cercano di fuggire, per intercettare uomini da arruolare nell’esercito. A darne notizia è la Bbc, che cita le autorità locali e diffonde le immagini satellitari che mostrano le chilometriche code di auto alla frontiera caucasica. «Gli agenti al valico di frontiera di Verkhniy Lars saranno incaricati di convocare cittadini in età di arruolamento», dicono gli ufficiali al valico di Verkhniy Lars. Nel frattempo chi è in coda è esausto, stanco e affamato, secondo i racconti dei corrispondenti sul luogo. Una situazione problematica, confermata anche dal ministero dell’interno della repubblica russa dell’Ossezia del Nord – dove appunto si trova il valico in questione – che l’ha definita «estremamente tesa».


Da cosa scappano i russi

Il tutto è nato dopo l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin in cui, il 21 settembre, ha riferito di una «mobilitazione parziale» in arrivo. Successivamente il ministro della Difesa Sergei Shoigu che ha dichiarato che almeno 300 mila riservisti – i militari in congedo richiamabili in caso di guerra – sarebbero stati chiamati. Una scelta che è stata indicata dall’Occidente e dall’Ucraina come segnale di difficoltà delle truppe russe nel territorio di Kiev. Nel frattempo, la cittadinanza russa sta opponendo resistenza: nelle settimane scorse in tantissimi sono scesi in piazza. E molti sono stati arrestati o portati via di forza dalle autorità. Altri, presi dal terrore di essere arruolati, tentano la fuga nei territori confinanti.


Mosca nega di aver chiesto l’estradizione dei russi in fuga

Intanto, da Mosca arriva la smentita alle notizie secondo cui i funzionari russi avrebbero chiesto ai governi di Georgia, Kazakistan e altri Stati di estradare in Russia i cittadini che stanno che sono scappati da un potenziale arruolamento nella mobilitazione annunciata da Putin. Chiarimenti alla stampa arrivano anche dal Kazakistan, dove il ministro dell’Interno Marat Akhmetzhanov ci ha tenuto a sottolineare che verrà tutelata la sicurezza dei russi in fuga e che saranno estradati dal suo paese «solo coloro che sono responsabili di reati riconosciuti come tali e che rientrano nella lista di ricercati dalle autorità internazionali». Però, come evidenziato dal Guardian, il ministro non ha negato esplicitamente la richiesta di Mosca relativa all’estradizione di chi fugge.

Kiev tenta di avanzare a est, difesa russa più decisa

Su quale sia lo stato della guerra in Ucraina arrivano indicazioni dal ministero della Difesa britannico che – nel suo briefing quotidiano dell’intelligence – ha spiegato come le truppe di Kiev stiano «tentando di avanzare su almeno due assi a est» mentre «la Russia sta montando una difesa più sostanziale rispetto al passato». L’esercito di Zelensky, infatti, negli ultimi giorni ha intensificato le operazioni offensive nel nord est del Paese. I due assi in questione si trovano sulla linea dei fiumi Oskil e Siverskyi Donets, dove l’esercito si è consolidato a inizio mese. Intanto,« continuano – riferiscono dalla Gran Bretagna – i pesanti combattimenti anche nella regione di Cherson, dove la forza russa sulla riva destra del Dnipro rimane vulnerabile».

Crediti foto di copertina: Bbc | Getty images

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