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Regling: «Mai pensato che l’Italia potesse uscire dall’Euro. A Meloni spiegherei che l’Ue ha bisogno del Mes»

La conferenza d’addio del direttore (uscente) del Meccanismo europeo di stabilità: «Ci dicevano che l’Italia sarebbe stata sempre il nostro prossimo cliente, ma non è mai successo»

«Non ho mai pensato che l’Italia stesse uscendo dall’euro. Perché avrebbe dovuto? L’Italia, contrariamente a quanto molti si aspettavano, non ha mai avuto bisogno di soldi dal Mes e ne è una forte sostenitrice». Alla sua conferenza stampa di addio, Klaus Regling, direttore uscente del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), ha commentato anche la situazione economica del nostro Paese, rinnovando la sua stima nei confronti dell’Italia e rimarcando qualche differenza di vedute con la probabile futura premier Giorgia Meloni. «Non ho mai discusso con la signora Meloni della mia visione del Mes, ma le spiegherei che l’Unione monetaria ne ha bisogno – ha spiegato Regling -, perché la Bce non può finanziare direttamente gli Stati membri, è escluso dai Trattati». In passato, la leader di Fratelli d’Italia si è sempre dichiarata contraria all’adozione del Mes in Italia. E su questo anche Regling è sembrato d’accordo, pur sottolineando che «è positivo avere un fondo di salvataggio permanente» in Europa. «Ci dicevano che l’Italia sarebbe stata il nostro prossimo cliente, ma non è mai stato così e c’era un buon motivo», ha spiegato il direttore del Meccanismo europeo di stabilità. «Guardando i dati, i Paesi che avevano avuto bisogno del Mes (come Grecia e Portogallo, ndr) avevano grandi squilibri macroeconomici che in Italia non esistevano». Secondo Regling, il fatto che il governo italiano non abbia mai preso fondi dal Mes «non è una coincidenza, perché è un Paese che non ha un deficit delle partite correnti». Sul rischio che in Europa possa verificarsi una nuova crisi del debito, Regling si è mostrato piuttosto scettico. «Paesi come l’Italia in questo momento hanno l’onere di interessi sul debito pubblico più basso nel loro bilancio degli ultimi trent’anni», ha detto il direttore del Mes. «Solo perché i tassi di interesse si stanno normalizzando non significa che una nuova crisi del debito sia immediata»


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