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Ucraina, dalla Ue alla Cina: le reazioni internazionali agli attacchi russi

Anche la Nato ha condannato gli attacchi russi e ribadito il sostegno dell’Alleanza «al coraggioso popolo ucraino nella lotta contro l’aggressione del Cremlino per tutto il tempo necessario»

Gli attacchi russi di questa mattina alle città ucraine hanno innescato reazioni a catena a livello internazionale. Dopo la conversazione tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il cancelliere tedesco, Olaf Sholz, Berlino ha convocato per domani, martedì 11 ottobre, un vertice dei leader del G7 per discutere degli sviluppi, in seguito agli attacchi da parte di Mosca a diverse città dell’Ucraina, tra cui Kiev. A questa decisione, gli fa eco la dichiarazione del presidente del parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk che ha invitato i suoi omologhi nelle nazioni del G7, tra cui il presidente della Camera del partito democratico statunitense, Nancy Pelosi, a designare la Russia come stato terrorista. Tempestiva anche la condanna di Mosca da parte dell’Unione europea, con l’Alto rappresentante Ue, Joseph Borrell, che si è detto «profondamente scioccato dagli attacchi russi contro i civili a Kiev e in altre città», ribadendo, inoltre, l’arrivo di un ulteriore sostegno militare da parte dell’Ue all’Ucraina. Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è unita al coro di condanne nei confronti della Russia che si è mostrata ancora una volta, secondo Metsola, «un regime che prende di mira indiscriminatamente. Un regime che fa piovere terrore e morte sui bambini». Poi l’accusa: «Questo è criminale. Saranno chiamati a risponderne. L’Europa non distoglierà lo sguardo». Della stessa opinione anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen che si è detta «Sconvolta dai feroci attacchi russi». «La Russia di Putin ha dimostrato ancora una volta che la brutalità e il terrore sono le caratteristiche del suo modo di agire», ha scritto Von der Leyen in un tweet, confermando il sostegno dell’Ue all’Ucraina «Fino a quando sarà necessario».


Il presidente ucraino Zelensky ha, inoltre, affermato di avere avuto un colloquio telefonico con l’inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron. Dopo avergli assicurato una dura reazione europea e internazionale nei confronti della Federazione russa, Macron ha anche confermato a Zelensky un «rafforzamento della difesa aerea» ucraina. In seguito, ha sottolineato che gli episodi di questa mattina determinato «un cambiamento profondo della natura di questa guerra». Anche la ministra degli esteri francese, Catherine Colonna, ha voluto condannare – tramite un tweet – gli attacchi alle città ucraine da parte della Russia, bollandoli come «crimini di guerra».


Alla condanna della Francia nei confronti di Mosca, gli fa eco quella del ministro degli Esteri britannico James Cleverly, che ha definito gli attacchi missilistici russi, anche contro civili, una «dimostrazione di debolezza da parte di Putin, non di forza». Anche l’Olanda, tramite il premier Mark Rutte, ha espresso il «disgusto» nei confronti dell’aggressione russa che ha colpito civili ucraini innocenti. «Zelensky mi ha appena informato in modo più dettagliato sugli attacchi missilistici. Questa non è una rappresaglia, è terrorismo», ha detto il premier olandese sottolineando «l’incrollabile sostegno dell’Olanda» all’Ucraina.

Dello stesso parere la Polonia, che tramite il ministro degli Esteri Zbigniew Rau è convinta che «La Russia non vincerà questa guerra». Intanto, la Moldavia, che condivide un confine con l’Ucraina e ha un’area di terra annessa alla Russia, ovvero, la Transnistria, ha affermato che diversi missili russi hanno attraversato – questa mattina – il suo spazio aereo. Violazione, questa, che ha portato il Paese dell’Est Europa ha convocare l’inviato speciale a Mosca per chiedere spiegazioni. Anche la Turchia, partner strategico nell’accordo di esportazione di grano tra Ucraina e Russia, ma contraria all’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato, «ha condannato fermamente gli attacchi russi». A riferirlo è il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba che, dopo di aver parlato con l’equivalente turco, Mevlüt Çavuşoğlu ha anche affermato che la Turchia continuerà a sostenere l’Ucraina.

La condanna a Mosca da parte di Usa e Cina

Anche da oltreoceano è arrivata la ferma condanna nei confronti di Mosca. Da una parte la Cina, che tramite la portavoce del ministro degli Esteri Mao Ning, ha chiesto una de-escalation in Ucraina dopo le esplosioni che hanno colpito diverse città, tra cui Kiev. «Spero che la situazione possa allentarsi il prima possibile», ha affermato durante un briefing quotidiano. «Pechino sostiene sempre il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi e delle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza che devono essere prese sul serio». Dall’altra parte, invece, gli Stati Uniti, che dopo aver condannato gli attacchi, etichettandoli come una «minaccia diretta ai civili e alle infrastrutture», hanno esortato i cittadini statunitensi a rifugiarsi sul posto e a lasciare il Paese «utilizzando le opzioni di trasporto via terra disponibili privatamente qualora questo sia possibile in condizioni di sicurezza». Un alto funzionario dell’amministrazione Usa, inoltre, ha dichiarato alla Cnn che la Casa Bianca sta monitorando da vicino la situazione, definita «preoccupante» ed esemplificativa di quanto il presidente russo Vladimir Putin possa essere «brutale». Arrivata in queste ore anche la condanna da parte della Nato che – tramite il segretario generale Jens Stoltenberg – ha affermato che l’Alleanza «continuerà a sostenere il coraggioso popolo ucraino nella lotta contro l’aggressione del Cremlino per tutto il tempo necessario».

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