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Cremlino: «Nessun colloquio Musk-Putin». Peskov smentisce anche Lavrov

Il portavoce del Cremlino ha poi dichiarato che al momento non è prevista una nuova mobilitazione militare

Dopo la smentita di ieri di Elon Musk su una possibile conversazione avuta con il presidente russo Vladimir Putin, avvenuta prima di pubblicare su Twitter il suo piano di pace tra Russia e Ucraina, ora anche il Cremlino nega ci sia stato un colloquio tra i due per porre fine alla guerra. L’indiscrezione era stata diffusa dal politologo statunitense Ian Bremmer, in una newsletter agli abbonati di Eurasia Group, di cui è presidente. Secondo Bremmer, il patron di Tesla gli avrebbe confidato che Putin era «pronto a negoziare», a condizione che la Crimea rimanesse annessa alla Russia e se il governo di Kiev avesse accettato l’annessione alla Russia degli oblast di Donetsk, Lugansk, Cherson e Zaporizhzhia


«Né Mosca, né Usa hanno preso iniziative per un summit»

«Per quanto ne so né la parte russa, né quella americana hanno preso iniziative per organizzare contatti bilaterali al più alto livello». Ad affermarlo è il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, citato da Interfax. L’affermazione di Peskov arriva il giorno dopo la dichiarazione del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, secondo il quale Mosca sarebbe pronta a «Considerare un’eventuale proposta di incontro tra Putin e Biden al G20 di novembre in Indonesia», se questa venisse inoltrata dall’inquilino della Casa Bianca, nonostante quest’ultimo – in un’intervista alla Cnn, mercoledì 12 ottobre – abbia risposto con un secco «Dipende» alla domanda della giornalista su un possibile incontro con il presidente russo. «Non ho intenzione di negoziare – ha continuato Biden – e nessuno è pronto a farlo, con la Russia sull’Ucraina, sul mantenimento di parte dell’Ucraina. Quindi dipenderebbe in modo specifico da cosa vuole discutere».


Nessuna nuova mobilitazione

Nel 231° giorno di guerra, il Cremlino – citato dalla Tass – ha dichiarato che non ci sarà una nuova mobilitazione militare in Russia, come quella annunciata dal presidente russo Vladimir Putin alla fine di settembre. Ora però, Mosca si aspetta che l’Occidente «ritenga Kiev responsabile dei suoi crimini, piuttosto che la Russia». Ad affermarlo è il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, citato dalla Tass che ha, inoltre, ribadito come la Nato stia combattendo dalla parte di Kiev. «L’osservazione del segretario generale della Nato secondo cui la vittoria della Russia in Ucraina sarebbe una sconfitta per il blocco – ha detto Peskov -conferma che sta combattendo dalla parte di Kiev». Nelle ultime ore, il segretario dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha – inoltre – affermato la volontà della Nato di condurre un’esercitazione delle sue forze nucleari.

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