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No! Lo studio di Boston sulla variante Omicron non dimostra che SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio

Perché gli esperimenti condotti dai ricercatori americani non dimostrano che il virus sia sfuggito da un laboratorio

Sta facendo discutere uno studio condotto presso l’Università di Boston. I ricercatori hanno combinato la Spike della variante Omicron col ceppo originale del nuovo Coronavirus. Il Daily Mail ha esaltato le implicazioni dello studio ancora in attesa di revisione, in un recente articolo, dove si parla di una presunta operazione di Gain of function, ovvero i ricercatori avrebbero realizzato un potenziamento del virus. Torna l’ipotesi dell’origine artificiale di SARS-CoV-2. Leggiamo quindi diverse condivisioni Facebook nostrane, dove si insinua che studi del genere dimostrino la teoria del virus sfuggito da un laboratorio (per esempio qui, qui e qui). Non di meno, esistono davvero ragioni per criticare questo genere di esperimenti. Scopriamo quali.

Per chi ha fretta:

  • Lo studio non dimostra in nessun modo la fuga da un laboratorio di SARS-CoV-2.
  • Gli esperimenti descritti non riguardano la Gain of function, ovvero un potenziamento del virus.
  • Questo genere di ricerche ha destato realmente preoccupazioni etiche.

Analisi

Il Daily Mail ha creato la suggestiva immagine di un esperimento condotto in violazione delle restrizioni introdotte dal governo americano dal 2017, che vietano le operazioni di Gain of function, e consistono nel potenziare apposta dei patogeni in laboratorio. La narrazione prosegue passando da legittime preoccupazioni riguardo al tipo di ricerca condotta, a suggestioni che fanno di questo studio la “prova” che SARS-CoV-2 avrebbe avuto origine in un laboratorio di Wuhan, che si riflettono anche nelle condivisioni Facebook nostrane:

Perché dare una notizia come questa, per poi negare ciò che è accaduto nel laboratorio di Wuhan?

Scrive un altro utente:

QUESTA È LA PROVA CHE TUTTO NASCE IN LABORATORIO
LA FAVOLETTA DEI PIPISTRELLI RACCONTATELA AI MARZIANI

La vicenda è stata collegata a una vecchia narrazione del complotto, quella che vede gli americani come i colpevoli della pandemia:

Allora una delle prime notizie che sono state pubblicate e cioè che alcuni militari americani che avevano partecipato ad alcune esercitazioni a Pechino era vera, e gli americani hanno accusato i cinesi di aver creato il virus in laboratorio e poi l’abbiano sparso in giro per il mondo…

La narrazione del complotto prosegue:

PREPARATEVI PERCHè QUESTI DEMONI NON HANNO ANCORA FINITO,IL LORO OBBIETTIVO è RIDURRE LA POPOLAZIONE

I veri problemi della ricerca sui virus chimerici

I ricercatori hanno sottoposto il loro studio alla valutazione di due enti competenti: il Comitato istituzionale per la biosicurezza, assieme alla Boston Public Health Commission. Il problema è che l’ente più importante, ovvero il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), non sembra fosse al corrente. Se questo si dimostrasse vero, sarebbe certamente la parte veramente grave di questa storia. Inoltre, i rischi che implica sono superiori ai risultati che si potrebbero ottenere.

Si è ottenuto un virus chimerico che nei topi mantiene grosso modo la letalità del ceppo originario – spiega il professor Enrico Bucci su Il Foglio -, ma acquisisce immunoevasività e capacità invasiva tipiche di Omicron, con il che dimostrando che la proteina Spike di Omicron non influenza o influenza poco la patogenicità, ma modula il riconoscimento anticorpale e la capacità di invasione cellulare. […] Per una volta, io credo che le testate scandalistiche che hanno gridato all’oltraggio da parte della comunità scientifica abbiano ragione, proprio considerando la stessa difesa di Boston. È vero che il virus chimerico ottenuto è meno letale di quello originale; ma è di gran lunga più letale di Omicron, e di questo ceppo mantiene le capacità di immunoevasione e alta propagazione, come gli stessi autori hanno dimostrato.

La replica dei ricercatori alle critiche

L’università di Boston ha definito le dichiarazioni critiche apparse online «false e imprecise». Altro che condanna del «mondo scientifico». Gli scienziati hanno sottoposto i topi a tre tipi diversi di infezione, ottenendo dei risultati molto interessanti:

Tutti i topi infettati solo con la variante omicron BA.1 presentavano casi lievi e sono sopravvissuti, mentre la proteina Spike di Omicron combinata col ceppo originale […] ha inflitto una malattia grave con un tasso di mortalità dell’80%. Quando i topi sono stati infettati solo dal ceppo virale ancestrale originale, il 100% dei topi è morto.

Questi risultati si spiegano col fatto che i topi utilizzati nella ricerca erano maggiormente suscettibili a sviluppare forme gravi di Covid.

Inoltre – continuano gli autori -, questa ricerca rispecchia e rafforza i risultati di altre ricerche simili eseguite da altre organizzazioni, inclusa la FDA […]. In definitiva, questa ricerca fornirà un beneficio pubblico portando a interventi terapeutici migliori e mirati per aiutare a combattere le future pandemie.

Chi sono gli scienziati intervistati dal Daily Mail

Il tabloid intervista degli scienziati noti negli ambienti complottisti, come il chimico Richard Ebright, il quale ha affermato che «questa ricerca è un chiaro esempio di Gain of function». Secondo il microbiologo David Livermore «data la forte probabilità che la pandemia di Covid abbia avuto origine dalla fuga di un coronavirus manipolato in laboratorio a Wuhan, questi esperimenti sembrano profondamente poco saggi». Livermore in particolare è uno dei firmatari della Great Barrington Declaration, ovvero un manifesto che esaltava la superiorità dell’immunità naturale. Questa idea abbiamo visto essere motivata più da interessi economici, che da reali basi scientifiche.

Parliamo più in generale di noti teorici del SARS-CoV-2 sfuggito da un laboratorio, ipotesi rivelatasi priva di fondamento. Recenti studi hanno mostrato infatti, che l’origine naturale è di gran lunga più probabile, localizzando l’epicentro del primo focolaio nel mercato ittico di Wuhan, mediante più di un salto di specie. Tutto questo rende ancora più improbabile l’idea che SARS-CoV-2 sia sfuggito da un laboratorio.

Secondo il professor Shmuel Shapira, che il Daily Mail definisce «uno dei principali scienziati del governo israeliano», i ricercatori dell’università di Boston starebbero «giocando con il fuoco» inoltre la loro ricerca «dovrebbe essere totalmente proibita». Lo scienziato si è visto rimuovere un tweet dove metteva il connessione i casi di Vaiolo delle scimmie coi vaccini a mRNA. Anche questa è una tesi che avevamo visto essere totalmente priva di fondamento.

I casi di vaiolo delle scimmie sono stati rari per anni – ha affermato Shapira -. Negli ultimi anni è stato documentato un solo caso in Israele. È ben noto che i vaccini mRNA influiscono sul sistema immunitario naturale. Un focolaio di vaiolo delle scimmie a seguito di una massiccia vaccinazione covid: *Non è una coincidenza.

Conclusioni

Lo studio dell’Università di Boston ha sollevato legittime preoccupazioni, dovute al rischio che comportano rispetto alla effettiva portata dei risultati ottenuti. Non di meno, la ricerca in oggetto non rappresenta una operazione di Gain of function, ovvero non era finalizzato a un potenziamento di funzione, né tali esperimenti possono provare una creazione in laboratorio di SARS-CoV-2.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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