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I Coldplay e Golshifteh Farahani sostengono le proteste in Iran. Ecco la cover di “Baraye”, l’inno delle rivolte in piazza – Il video

Chris Martin e colleghi hanno reso omaggio alla popolazione iraniana che manifesta ininterrottamente da oltre 6 settimane contro il presidente Raisi e l’ayatollah Khamenei, dopo la morte di Mahsa Amini

I Coldplay sostengono le proteste esplose in Iran dopo la morte di Mahsa Amini, la 22enne deceduta in circostanze sospette dopo essere stata arrestata dalla polizia iraniana per non aver indossato correttamente l’hijab. Chris Martin e colleghi, durante il loro concerto a Buenos Aires, in Argentina, si sono esibiti insieme alla poliedrica artista iraniana naturalizzata francese Golshifteh Farahan sulle note di Baraye, l’inno (assieme ad Another love del cantautore britannico Tom Odell) delle proteste di piazza contro il presidente Ebrahim Raisi e l’ayatollah Khamenei. Il brano è stato scritto e composto dal musicista Shervin Hajipour, arrestato a fine settembre dopo la pubblicazione sui social della canzone, e scarcerato lo scorso 4 ottobre, ma gli è stato vietato di lasciare il Paese per sei mesi. Durante l’esibizione sul palco dei Coldplay, sullo schermo alle loro spalle è apparso proprio il video in cui Hajipour cantava il suo brano di protesta: «Per le lacrime ormai inutili che piangono, per le immagini che non vivranno mai più, per gli studenti e il loro futuro».


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