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Enrico Montesano si difende ancora: «Io fascista? Sono offeso, devo essere riabilitato. Mi hanno trattato come un mafioso»

L’attore a La Zanzara smentisce di aver fatto il saluto romano e ribadisce i sospetti che forse qualcuno lo voleva fuori dal programma

«Io fascista? Mi sento offeso, mi devono chiedere scusa. Devo essere riabilitato. Non ho questo tipo di storia». Così Enrico Montesano è tornato sulla polemica che lo vede protagonista dopo essersi presentato alle prove dell’ultima puntata di “Ballando con le Stelle” con una maglietta della Decima Mas, il reparto d’assalto della Marina militare fascista. In un’intervista a La Zanzara su Radio 24, ripubblicata da Dagospia, prende nuovamente le distanze dalle accuse di fascismo ribadendo che la sua famiglia ha una tradizione antifascista e repubblicana. «La mia educazione è stata quella, antifascista. Ho fatto molti pugni chiusi, il saluto romano una sola volta per scherzo, per giocare». Ieri, 16 novembre, fonti di Viale Mazzini avevano rivelato che il comico non solo si sarebbe presentato con la maglietta incriminata, ma che avrebbe anche fatto il saluto romano. E oggi, lui dà la stessa versione che ieri ha dato anche la sua partner di ballo Alessandra Tripoli: «La coreografia finiva col braccio alzato e la mano aperta. Allora ho detto alla mia maestra: “Aho, è meglio che non lo facciamo che poi si equivoca. Meglio che famo questo”. E ho chiuso il pugno. Lo faceva Baffone, chissenefrega».


«Fuffa. Sono solo gadget storici»

Se il primo giorno quando è emersa la vicenda, Montesano aveva definito il tutto come «fesserie», oggi rinforza e declina il tutto come «fuffa e fuffa». E sottolinea di nuovo che nessuno del pubblico aveva notato nulla, né prima né quando è andato in onda il programma. «La massa non sa nemmeno che cacchio è quella roba, la X Mas. E voglio anche scagionare i dipendenti della Rai, i delegati Rai. Ma se questi simboli hanno sfilato davanti a Napolitano e altri presidenti, perché qualcuno dovrebbe aver avuto il sospetto? La malignità è negli occhi di chi guarda», ha detto. Stando a quanto dice a La Zanzara, per il comico si tratta solo di un «gadget storico» che non ha nulla a che vedere con la sua adesione a presunti ideali fascisti che gli sono stati imputati.


«Io, trattato come un mafioso pluriomicida. Volevano farmi fuori»

Montesano riferisce che non gli sarebbe stata data la possibilità di spiegare. «Era una maglietta per sudare. Le avevo finite, mi sono messo quella. Non pensavo di scatenare questo putiferio», premette. «Sono stato trattato come un mafioso pluriomicida. Invece dopo tre giorni sono stato cacciato su due piedi. Mi dispiace per tecnici e autori, una squadra straordinaria». Poi aggiunge che non si sente in colpa perché ha indossato una maglietta che «non ha a che fare con il periodo nostalgico, ma con simboli militari». E per questo, si sente danneggiato da «reazioni esagerate». Non mancano poi i sospetti, già manifestati in altre interviste: «Il sospetto che qualcuno mi abbia voluto far fuori c’è, qualcuno non gradiva la mia presenza lì, l’hanno mandata giù obtorto collo. Hanno preso la palla al balzo. Ma io dico: abbiamo tanti problemi, famiglie in difficoltà economica e questa mi sembra una maglietta di distrazione di massa». Infine, ha condannato il periodo fascista e ha aggiunto: «Si sono dimenticati che io per vent’anni alla sinistra ho fatto un gran lavoro, ho portato tanti voti».

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