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La Svezia conferma: «Nord Stream, è stato un sabotaggio»

Il procuratore Ljungqvist: tracce di esplosivo su corpi estranei rinvenuti

Le tre esplosioni che hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream a fine settembre sono frutto di un sabotaggio. Questa è la tesi del procuratore svedese Mats Ljungqvist, che guida le indagini in corso sulle detonazioni. La procura ha fatto sapere che durante le indagini sulla scena del crimine che sono state condotte nel luogo nel Mar Baltico sono stati effettuati ampi sequestri e l’area è stata accuratamente documentata. Le analisi ora condotte mostrano tracce di esplosivo su molti dei corpi estranei rinvenuti. «Il lavoro di analisi avanzata continua per poter trarre conclusioni più sicure sull’incidente», ha aggiunto Ljungqvist. L’indagine preliminare è molto complessa ed estesa e non è ancora chiaro se qualcuno sarà accusato di un reato: «La collaborazione tra le autorità svedesi e quelle di altri paesi è eccellente. Per il proseguimento delle indagini preliminari e delle varie collaborazioni in corso è importante poter lavorare in tranquillità», ha concluso.


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