Croazia, il mistero dei falsi allarmi bomba nel giorno della visita della delegazione di Kiev

L’allarme multiplo mentre le autorità di Zagabria devono decidere se ospitare l’addestramento di militari ucraini sul suo territorio

Decine di falsi allarmi bomba sono stati dati oggi, lunedì 5 dicembre, in Croazia. Le autorità hanno ricevuto numerose soffiate anonime che informavano di presunti ordigni piazzati nei tribunali delle maggiori città del Paese, oltre che nelle stazioni di polizia e nei centri commerciali. Al momento, le ricerche della polizia non hanno individuato nessuna delle presunte bombe, né un movente comune. Ma l’allarme arriva nel giorno in cui in Croazia è presente una delegazione della Corte Suprema dell’Ucraina. Il presidente della Corte Suprema croata ha riferito alla televisione di Stato HRT di essere stato informato degli allarmi proprio mentre era a colloquio con i delegati dell’omologa corte ucraina. Le autorità di Zagabria dovranno inoltre a breve decidere se la Croazia entrerà nella lista di quei Paesi che offrono addestramento ai militari ucraini sul loro suolo, e il dibattito è molto acceso nel Paese, con il governo favorevole all’iniziativa, mentre il presidente Zoran Milanovic si professa contrario, poiché considera l’eventuale adesione al piano una forma di coinvolgimento diretto nel conflitto.


L’iniziativa Ue per addestrare i soldati ucraini

A metà novembre, l’Ue ha lanciato un’iniziativa per invitare gli Stati membri ad addestrare i militari ucraini sul proprio territorio. Nell’annunciarla, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha parlato di «fino a 15 mila soldati ucraini che verranno addestrati sul territorio di diversi Stati Ue». Borrell ha dichiarato anche che l’operazione sarà operativa entro metà febbraio 2023 e che sarà un grande sforzo mirato a rinnovare, incrementare, e migliorare le capacità dell’esercito ucraino. Diversi Paesi si sono opposti all’iniziativa, tra cui la Francia, mentre altri, come la Germania, la Spagna, l’Olanda, la Polonia e la Repubblica Ceca, hanno già fatto sapere che aderiranno. In risposta alle accuse russe, il primo dicembre, la Farnesina aveva smentito che l’Italia stesse addestrando militari ucraini sul proprio territorio.


Il vertice Ue – Balcani occidentali

I falsi allarmi di oggi arrivano alla vigilia dell’apertura del vertice Ue – Balcani occidentali, al via domani a Tirana, nel quale si discuterà della possibile accelerazione dell’integrazione dei Balcani occidentali nel blocco. Al vertice parteciperà anche la premier italiana Giorgia Meloni, che alla vigilia della partenza ha riconfermato che «l’Italia considera l’integrazione dei Balcani occidentali una scelta strategica e di interesse nazionale, un investimento nella stabilità dell’area, che gioverebbe al contenimento dei flussi migratori».

Foto di copertina: Vanesa Pandzic / Cropix

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