Prima della Scala, 13 minuti di applausi per il «Boris Godunov». Ovazione per Mattarella: «La cultura russa non si cancella» – Foto e video

Anche Meloni e von der Leyen sul palco reale per l’apertura della stagione 2022-’23 del teatro milanese

Si è conclusa con 13 minuti di applausi la prima al Teatro alla Scala di Milano. Il pubblico ha premiato il «Boris Godunov» del compositore russo Modest Musorgskij, che ha inaugurato la stagione 2022-2023, tributando un lungo riconoscimento all’opera. Tanta soddisfazione anche dal palco reale. «Un’opera avvincente e non era facile. Sono stati tutti molto bravi», ha commentato uscendo Giorgia Meloni. Nelle ore precedenti, fuori dal teatro ci sono state diverse proteste. Prima gli ambientalisti di Ultima generazione hanno lanciato vernice contro le mura esterne del teatro, poi la comunità ucraina si è radunata nella piazza antistante comune e teatro per contestare la scelta dell’opera russa per l’apertura della stagione teatrale. Contestazioni e polemiche sono una costante della Prima, e quest’anno non ha fatto eccezione. Una volta accese le luci dentro al teatro, il pubblico ha riservato una lunga e calorosa ovazione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel palco d’onore insieme alla premier Giorgia Meloni, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al sindaco di Milano Beppe Sala, al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana e al presidente del Senato Ignazio La Russa.


ANSA / Matteo Bazzi | La presidente del Consiglio Giorgia Meloni arriva al teatro alla Scala di Milano in occasione dell’apertura stagionale con l’opera russa «Boris Godunov»

La prima volta di Giorgia Meloni alla Prima della Scala

«Sono incuriosita. È la mia prima volta, sicuramente una prima bella esperienza nuova», ha detto la presidente del Consiglio prima di entrare alla Scala, mentre alla presidente della Commissione europea è stato chiesto un commento sulla guerra in Ucraina. «Non dovremmo lasciare che Putin distrugga questo fantastico Paese – riferendosi alla la Russia – e perciò non vedo l’ora di vedere quest’opera», ha detto von der Leyen. Durante il pranzo con la presidente della Commissione Ue, Mattarella si era espresso sulle polemiche per la scelta dell’opera del compositore russo: «Sono posizioni che non condivido, sia sul piano culturale sia su quello politico, la grande cultura russa è parte integrante della cultura europea», ha detto il presidente, «mentre la responsabilità della guerra va attribuita al governo di quel Paese, non certo al popolo russo o alla sua cultura». Tra i vip e i personaggi più noti del pubblico della Prima, la senatrice a vita Liliana Segre, e anche Stefano Accorsi, Alessandro Baricco, Alessandra Mastronardi, Corrado Augias, Rocío Muñoz Morales, l’architetto Italo Rota e la scenografa Margherita Palli, il direttore del teatro Parenti Andree Ruth Shammah, il direttore di Brera James Bradburne. Presenti anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e quello di Mediaset Fedele Confalonieri.


Le protesta continua fuori dalla Scala

Mentre andava in scena l’opera di Musorgskij, all’esterno del teatro è continuata la protesta. Il sindaco ha espresso la sua vicinanza «ai sindacati e a chi manifesta per il carovita: quello che si può fare lo faremo». Il primo cittadino ha riconosciuto anche l’importanza di «farsi sentire in momenti come questo», con le telecamere e le attenzioni riservate alla Prima, «penso sia giusto. Mentre rispetto agli ucraini credo che Milano sia stata molto generosa e attenta, e non reputo giusta la loro richiesta di cancellare l’opera».

Foto di copertina: ANSA/Filippo Attili

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